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Egitto: social network spenti. Su Facebook e Twitter interviene Obama

Facebook e Twitter irraggiungibili in Egitto insieme a gran parte di internet e alla rete cellulare. Obama interviene sui diritti umani, per primo quello di parola e di libera associazione. Un intervento che ad alcuni osservatori ha fatto venire in mente WikiLeaks.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto all'Egitto di far tornare operativo internet ed i suoi "social media" come Facebook e Twitter che sono stati "tagliati" durante la protesta, come è ormai noto in tutto il mondo.
Internet è un sistema molto fragile quando si tratta di censura e ormai è la prima cosa a "saltare" quando un governo si sente in difficoltà, non solo in tempi di rivoluzione come si vede in Egitto.
Dice Obama proprio ieri: "Il popolo d'Egitto ha dei diritti che sono universali" - sentenzia Obama - "Questo include il diritto di riunirsi pacificamente e di associazione, il diritto alla libertà di parola e la capacità di determinare il proprio destino. Questi sono i diritti umani e gli Stati Uniti lotteranno per loro ovunque".
Obama si rivela quindi paladino di democrazia della rete e continua: "Mi appello anche al governo egiziano di invertire le azioni che hanno preso per interferire con l'accesso a internet, con i servizi cellulari e con i social network che fanno tanto per connettere le persone nel 21esimo secolo".
Barack Obama quindi condanna i governi che, con la censura di internet e l'imbavagliamento dei social network violano i diritti umani a partire dalla libertà di parola. Un interessante intervento che alcuni osservatori ed attivisti hanno ritenuto ipocrita visto il comportamento tenuto nei confronti di Julian Assange e WikiLeaks. Se infatti la libertà di pensiero e di parola sono dei diritti umani e coincidono con internet, lo devono essere sempre e per tutti.

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