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Datagate: Italia collabora con NSA? Sparisce articolo Guardian ma rispunta Barry Soetoro

Lo scandalo PRISM e Tempora si allarga, e per qualche ora tocca anche l'Italia, che stando ad un articolo del Guardian passerebbe dati alla NSA. L'articolo poco dopo viene sparisce, mentre rispunta l'ombra scura di Barry Soetoro.

Lo scandalo PRISM e Tempora si allarga, e per qualche ora tocca persino il Bel Paese, che finora non sembra essersi minimamente scandalizzato per il fatto che la NSA (National Security Agency) statunitense e la GCHQ (Government Communications Headquarters) inglese spiano cittadini e diplomatici italiani, europei e del resto del mondo. Il The Guardian, infatti, pubblica sabato un articolo dal titolo "Revealed: secret European deals to hand over private data to America" dove il giornalista Jamie Doward rivelava una collusione, in questa raccolta di massa delle comunicazioni personali, tra Stati Uniti e 6 Paesi dell'Unione europea, cioè Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Spagna e naturalmente Italia. A svelare queste informazioni è Wayne Madsen, un ex tenente della Marina per 12 anni dipendente della NSA. Ma non solo, Wayne Madse è anche l'esponente di spicco della teoria portata avanti dai "birther", e cioè di coloro che sostengono che in realtà Barack Obama non sia nato ad Honolulu, Hawaii, ma bensì in Kenya. Ecco quindi che, nel bel mezzo di quella che sembra avere sempre di più i controni di una nuova guerra fredda, rispunta Barry Soetoro, ovvero il vero nome di Barack Obama, sempre secondo i "birther". L'articolo del Guardian con le dichiarazioni di Wayne Madse è stato poco dopo rimosso, ufficialmente per l'inaffidabilità della fonte, che tra le sue varie tesi ha anche sostenuto che Barack Obama fosse omosessuale.

Una fonte vicina ai servizi di sicurezza italiani precisa invece a Repubblica.it che quella con la NSA "è una collaborazione nel campo del contrasto al terrorismo, alla criminalità internazionale, per la sicurezza dei contigenti militari italiani impegnati nel mondo. - precisando - Ci sono scambi di dati e di valutazioni: ma naturalmente lo scopo è difendere i cittadini italiani, non passare all'estero dati sui cittadini italiani. Ormai le leggi italiane e il procedimento di controllo politico e governativo sull'attività dell'intelligence sono molto efficaci e rodati, e tutti i passaggi vengono fatti semplicemente rispettando le leggi e gli interessi strategici della Repubblica italiana".

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