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Cain e l'ignoranza su guerra in Libia. Obama, ti piace vincere facile?

Dopo la figuraccia di Rick Perry, un altro candidato repubblicano sembra autoeliminarsi dalla corsa per le presidenziali. Herman Cain, interrogato sulla guerra in Libia, si arrampica infatti sugli specchi come uno scolaro che non ha studiato.

Barack Obama non ha dalla sua i sondaggi, e il suo secondo mandato è seriamente a rischio, visto che da quando è stato eletto gli Stati Uniti hanno rischiato (e rischiano ancora) il default, senza contare che molti dei suoi elettori probabilmente saranno rimasti delusi dal fatto che un Nobel della Pace sembra essere così "disinvolto" nel dichiarare guerra. Dopo la Libia, infatti, i droni americani sembra che stiano già scaldando i motori per andare a sorvolare l'Iran, senza contare i ripetuti attacchi al Pakistan. L'unico modo per Obama di essere rieletto alle prossime presidenziali sarebbe quello di vincere "a tavolino", potrebbe osservare qualcuno, oppure, come sembra stia avvenendo, metterlo di fronte a candidati repubblicani "imbarazzanti" persino per "mister Barry Soetoro" (http://is.gd/kemdUu). La settimana scorsa il candidato repubblicano Rick Perry è restato, per esempio, muto durante un dibattito per quasi un minuto, perché non si ricordava uno dei punti da lui stesso descritti come tra i più importanti del suo programma. Herman Cain però, riesce anche a fare di meglio. Cain non è, infatti, tanto penalizzato nella corsa elettorale per il fatto di essere il re della pizza surgelata, quanto per aver dimostrato una certa ignoranza in fatto di politica estera, senza contare lo scandalo che gli è piombato addosso su presunte molestie sessuali avanzate da ben cinque donne. Secondo il candidato repubblicano, dietro queste accuse potrebbe esserci un vero e proprio complotto. "Qualcuno vuole tenermi fuori dalla Casa Bianca" avrebbe detto pochi giorni fa nel corso di una conferenza stampa, anche se forse il peggior nemico di Herman Cain potrebbe essere lui stesso, come ironizza già qualcuno dopo aver saputo della gaffe fatta davanti alle telecamere del Journal Sentinel di Milwaukee. Su Youtube il video sta già spopolando (http://is.gd/ZoqTXg), e in poche parole mostra la totale confusione, per usare un eufemismo, di Cain riguardo alla guerra che gli Stati Uniti hanno portato avanti per mesi in Libia. Osservando la reazione di Cain, a molti sarà tornato in mente quel fatidico momento dell'interrogazione quando un professore domanda una cosa che è completamente fuori dalla conoscenza dell'alunno, e quest'ultimo per non far scena muta comincia ad arrampicarsi sugli specchi. Cain invece di giudicare la linea portata avanti da Obama in merito alla Libia, infatti, attacca dopo un imbarazzante silenzio aperto con un "Ah, la Libia" con delle domande, quali: "Il presidente Obama ha sostenuto le proteste, giusto?" oppure "Ha chiesto la cacciata di Gheddafi, vero?". E poiché in America, almeno, i giornalisti sono abituati a farle le domande, Herman Cain precisa che i quesiti erano rivolti solo per "essere sicuro che stessimo parlando della stessa cosa prima di dire se sono d'accordo oppure no". Insomma, qualcuno comincia quindi a scherzare sul fatto che Cain a questo punto avrebbe anche potuto chiudere il discorso con un "ponci ponci popoopoooooo", visto che la vera domanda, ma da rivolgere questa volta al presidente USA, forse sarebbe: "Obama, ti piace vincere facile?".

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