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Barack Obama attacca la Siria? Petizione per restituzione Nobel della Pace

Barack Obama sta per dichiarare guerra alla Siria perché Bashar al-Assad avrebbe superato al "linea rossa" tracciata dagli Stati Uniti, senza però che questi abbiano ancora fornito le prove del fatto che l'attacco con armi chimiche sia stato lanciato dal regime. Intanto, crescono le persone che firmano la petizione che chiede la restituzione del Premio Nobel della Pace da parte del Presidente USA.

Se Barack Obama dichiarerà guerra alla Siria, soprattutto senza fornire quelle prove chieste oggi anche da Vladimir Putin sul fatto che sia stato proprio il regime di Bashar al-Assad a lanciare un attacco con armi chimiche, in molti già pensano che il presidente USA dovrebbe rinunciare a quel premio Nobel per la Pace ricevuto nel 2009. Tra questi, ci sono già 24.000 persone che hanno firmato una petizione (lanciata da RootsAction.org) affinché Obama restituisca l'onorificienza, concessa come pensano in tanti "sulla fiducia" visto che quando il presidente americano si recò ad Oslo non aveva fatto e detto nulla per meritarsi un Nobel per la Pace, a parte lanciare il suo Yes we can che, se ascoltato al contrario, appare anche piuttosto inquientante. Quel che è certo, è che Obama "ha potuto" accettare un titolo così alto nonostante, nel 2009, era "comandante in capo delle forze armate di una nazione in mezzo a due guerre" come ammesso lui stesso nel corso del suo discorso di premiazione. Da allora, le truppe armate americane in Afghanistan sono aumentate, c'è stato l'intervento USA in Libia per sconfiggere Muammar Gheddafi e soprattutto destabilizzare l'intera regione, un utilizzo sempre più massiccio dei droni e, dulcis in fundo, il sistema di sorveglianza PRISM da parte della NSA che avrebbe fatto invidia al Grande Fratello di George Orwell. A tutto questo (e molto altro), si sta per aggiungere l'imminente attacco in Siria perché il regime di Bashar al-Assad avrebbe superato la "linea rossa", sempre tracciata da Barack Obama. Vladimir Putin chiede agli USA di rimandare ogni decisione al G20 di San Pietroburgo sperando che in quell'occasione possa "parlare ad Obama come ad un Premio Nobel per la Pace". Sempre che nel frattempo la petizione non raggiunga quota 40.000 firme e si apra una discussione che potrebbe spogliare Obama del premio e ridare al Nobel della Pace tutta la sua perduta dignità, visto che nel 2012 è stato assegnato ad una Unione Europea anch'essa sul piede di guerra.

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