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Berlusconi vuole Visco in Bankitalia. E Bini Smaghi lascerà la BCE?

Alla fine Silvio Berlusconi ha scelto Ignazio Visco come governatore della Banca d'Italia. Rimane l'incognita di Lorenzo Bini Smaghi, che quindi potrebbe decidere, anche all'ultimo momento, di non lasciare più la BCE per far posto ad un rappresentante francese.

Alla fine Silvio Berlusconi ha scelto Ignazio Visco come governatore della Banca d'Italia. Nella giornata di ieri, dopo un po' di fibrillazione e l'ultimo totonome, in cui era spuntato anche quello di Anna Maria Tarantola, ecco che il premier annuncia la sua scelta, facendo sapere, attraverso una nota di Palazzo Chigi, di aver inviato una lettera a "Paolo Blasi, componente anziano del Consiglio superiore della Banca d'Italia, con la richiesta di sottoporre al parere (non vincolante, ndr) del Consiglio stesso la designazione di Ignazio Visco a Governatore" di Bankitalia. Ignazio Visco è attualmente vice direttore della Banca d'Italia, e ieri pare che sia stato anche ricevuto da Berlusconi, insieme al sottosegreatario Gianni Letta. Bankitalia ancora non si è espressa ufficialmente, ma naturalmente Visco sembra rappresentare quella "continuità e autonomia" auspicata, visto che l'economista seguirà probabilmente quella strada già tracciata dal suo predecessore Mario Draghi, che il prossimo 1 novembre si insedierà ufficialmente alla guida della Banca centrale europea. Resta quindi un punto interrogativo sul caso di Lorenzo Bini Smaghi, perché le dimissioni dal board della BCE sembravano dover essere conseguenziali ad un nuovo incarico, magari proprio a Palazzo Koch. Bini Smaghi pareva infatti puntare proprio a diventare prossimo governatore di Bankitalia, ma la sua nomina non era ben vista da più parti, all'interno della maggioranza ma anche tra il direttivo della Banca d'Italia. Se Lorenzo Bini Smaghi decidesse, quindi, di non lasciare più l'incarico alla BCE, la Francia non potrà mettere un proprio rappresentante nel comitato esecutivo, e ciò potrebbe creare non pochi attriti "diplomatici", oltre che difficoltà per il prossimo insediamento di Mario Draghi, che dai cugini d'oltralpe non verrebbe più appoggiato.

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