le notizie che fanno testo, dal 2010

Bankitalia: pareggio di bilancio sottrae ricchezze a famiglie

Un rapporto di Bankitalia rivela che in Italia 10 individui hanno una ricchezza pari a quella dei 3 milioni più poveri. Ma sottolinea anche che un bilancio in pareggio avrebbe sottratto risorse alle famiglie per l'accumulazione. Come spiega la Modern Money Theory (MMT).

E' incredibile come alcune volte notizie vecchie di mesi (ma anche di anni) improvvisamente "rispuntano" sulle prime pagine dei quotidiani (online in questo caso) mainstream. E' il caso del rapporto stilato da Bankitalia "Ricchezza e disuguaglianza in Italia" (http://is.gd/l0iyfD) , pubblicato nella sezione 'Questioni di economia e finanza (Occasional Papers)' a cura di Giovanni D'Alessio, datato però Febbraio 2012 (n. 115).
Il lavoro è molto interessante, visto che esamina "come i livelli di disuguaglianza della ricchezza si siano evoluti nel corso del tempo" ma non si capisce perché sia "pubblicizzato" solo a distanza di 2 mesi dalla data di pubblicazione, anche se qualcuno potrebbe pensare che questo è uno dei cortocircuiti dell'informazione 2.0 "subappaltata" dai grandi giornali a fornitori esterni che devono in qualche modo "produrre" a scapito della freschezza (e originalità) dei contenuti.
Lo studio di D'Alessio indaga "sull'andamento della ricchezza complessiva delle famiglie in Italia dal 1965 al 2010", sottolineando che "secondo la ricostruzione effettuata, la disuguaglianza nella ricchezza avrebbe interrotto il suo trend decrescente all'inizio degli anni novanta, per poi risalire su livelli più elevati alla fine del secolo, mantenendosi poi stabile negli anni a seguire".
Nel rapporto di Bankitalia si spiega che "l'Italia non sembra caratterizzata da una disuguaglianza particolarmente elevata della ricchezza" ma precisa che questa differenza si "riscontra per il reddito", evidenziando inoltre coma "la distribuzione della ricchezza si sia modificata nel corso del tempo a favore delle famiglie composte da anziani e a sfavore di quelle composte da giovani".
Giovanni D'Alessio introduce il lavoro pubblicato dalla Banca d'Italia spiegando come "la ricchezza rappresenta una caratteristica fondamentale per il benessere degli individui e delle comunità nel loro complesso" visto che "nei paesi più ricchi si osservano più elevati livelli di consumo, più lunghe aspettative di vita, superiori livelli di istruzione" mentre "alle privazioni materiali tipiche della povertà, si accompagnano invece le cattive condizioni di salute, l'elevata mortalità infantile, l'ignoranza".
Nel rapporto viene descritto che "nel complesso, il trend crescente della ricchezza netta pro capite ha subito un rallentamento nel corso del tempo, riflettendo sia il progressivo calo nei tassi di crescita economica del paese, sia la tendenziale riduzione del tasso di risparmio delle famiglie - precisando - Tra la fine del 2007, quando la ricchezza netta pro capite a prezzi costanti ha raggiunto il suo massimo, e il 2010, il calo è stato complessivamente di quasi il 5 per cento".
Il rapporto stilato dalla Banca d'Italia mette nero su bianco, inoltre, quello che in queste ore hanno evidenziato i maggiori quotidiani del Bel Paese, e cioè che "in Italia i 10 individui più ricchi posseggono una quantità di ricchezza che è all'incirca equivalente a quella dei 3 milioni di italiani più poveri; ciò esemplifica il divario che anche in un paese sviluppato come il nostro separa i ricchi dai poveri".
Questi 10 individui probabilmente rientreranno in quel "10% delle famiglie che possiede il 44% della ricchezza" totale del Paese (http://is.gd/E17CZn), come la stessa Bankitalia evidenziava poco più di un anno fa.
Interessante però infine notare come il rapporto di Bankitalia specifichi che "una questione che merita di essere esaminata è quella che riguarda il rapporto tra la ricchezza delle famiglie e il debito pubblico, debito che indirettamente appartiene ai cittadini. Esso viene alimentato dallo sbilancio tra le spese dello Stato rispetto alle entrate; un bilancio in pareggio, sia che fosse stato realizzato con una minore spesa per servizi o con più tasse, avrebbe sottratto risorse alle famiglie per l'accumulazione. Debito pubblico e ricchezza delle famiglie sono dunque fenomeni collegati".
Una precisazione che va a rafforzare quello che Paolo Barnard, giornalista e co-fondatore di Report, spiega ormai da mesi (introducendola già anni fa nel suo saggio "Il più grande crimine" http://www.paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf), tanto da aver organizzato a Rimini, solo poche settimane fa, il primo summit al mondo dove economisti del calibro di Michael Hudson, Stephanie Kelton, Marshall Auerback, William Black e Alain Parguez hanno insegnato le basi della Scuola Economica della Modern Money Theory (MMT). Il gruppo di lavoro ha come sito di riferimento democraziammt.info (http://www.democraziammt.info/) dove è anche possibile scaricare e diffondere una "dispensa didattica" dal titolo "La proposta Economica per la piena occupazione e il pieno Stato sociale" (http://is.gd/501fQA) dove vengono riassunti i principi base della MMT. Ma per approfondire l'affermazione "un bilancio in pareggio, sia che fosse stato realizzato con una minore spesa per servizi o con più tasse, avrebbe sottratto risorse alle famiglie per l'accumulazione" come da rapporto Bankitalia c'è anche un interessante post del gionalista Paolo Barnard, "Gli inganni del 'risanamento' dello Stato e del 'pareggio di bilancio' spiegati a due pensionati" (http://is.gd/FptetX), pubblicato sul suo sito e dove viene spiegato che "ciò che il governo non spende per noi (ad esempio servizi o stipendi e pensioni), saremo noi a doverlo spendere pescando nei nostri risparmi o facendo debiti, oppure facendo rinunce anche serie".
Il fatto che si voglia quindi introdurre il pareggio di bilancio nella Costituzione è motivo di preoccupazione per non pochi economisti, e cittadini.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: