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Bankitalia: nel 2014 pressione fiscale record a 44,5 per cento e oltre

Bankitalia avverte che la manovra "avrà inevitabili effetti restrittivi sull'economia", segnalando che nel 2014 si toccherà il record di pressione fiscale, che potrebbe superare il 44,5 per cento.

Anche se Silvio Berlusconi si ritiene "molto soddisfatto" della manovra uscita dal vertice di maggioranza di lunedì, definendola "equa e sostenibile", quasi tutte le altre parti chiamate a dare una opinione in merito ai provvedimenti adottati non appaiono dello stesso avviso. Parti sociali e opposizione sono sul piede di guerra, mentre Bankitalia e Corte dei Conti, spiegano quali effetti tali norme produrranno sulla crescita del Paese. Nel corso dell'audizione in commissione Bilancio al Senato, Ignazio Visco, vicedirettore generale di Bankitalia, afferma che la manovra "avrà inevitabili effetti restrittivi sull'economia", e ciò andrà quindi ad aggravare quella situazione che vede l'Italia già da diversi anni con una "crescita economica inferiore a quella degli altri Paesi dell'Unione europea". Visco sottolinea quindi che anche se "l'entità complessiva dell'aggiustamento programmato non può essere ridotta", la composizione che "oggi è maggiormente a carico delle entrate, andrà quanto prima rivista rafforzando l'azione di contenimento della spesa". Insomma, nel prossimo futuro sembrano preannunciarsi nuovi tagli. Una previsione fatta anche da Susanna Camusso, leader della CGIL, che però osserva che "se si continua nell'idea di tagli così come sono fatti, di depressione nell'economia, si condanna il Paese alla manovra infinita perché non ripartendo la crescita non è vero che ci sarà né il pareggio di bilancio né la prospettiva del risanamento". Ma Ignazio Visco avverte anche che nel 2012 e nel 2013 la pressione fiscale rischia di salire rispettivamente di 1,1 e 0,7 punti, sottolineando che però il record verrà raggiunto nel 2014, quando la pressione fiscale toccherà addirittura il 44,5 per cento, che potrebbe addirittura anche anche "maggiore se gli enti decentrati compensassero, anche solo in parte, la riduzione dei trasferimenti statali con un aumento dell'imposizione a livello locale". Insomma, meno tagli agli enti locali potrebbe significare aumento di imposte per i cittaini. Anche Luigi Giampaolino della Corte dei Conti segnala che "il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi tre-quarti della manovra, e in particolare le modalità d'intervento prescelte, determinano la compressione del reddito disponibile e accentuano i rischi di effetti depressivi". Bankitalia infine auspica invece "un ulteriore graduale aumento delle 'quote' per l'accesso alla pensione di anzianità", dicendosi anche favorevole all'articolo 8 della manovra perché, secondo Visco, "persegue la finalità condivisibile di rafforzare la contrattazione aziendale e territoriale".

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