Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama torna per la seconda volta in Luisiana e si assume la responsabilità per il disastro che ha causato la marea nera. La BP continua a pompare cemento.
Il presidente americana Barack Obama è oggi tornato in Luisiana per rassicurare il popolo che vive su quelle coste. Citando Harry Truman dice che essendo il presidente è sua anche la responsabilità. Mentre Obama raccoglie palline di catrame dalla spiaggia l'operazione "Top Kill" prosegue e la BP ha ricominciato a pompare fango e cemento per bloccare la fuoriuscita di petrolio che ha inquinato tutto il Golfo del Messico. Intanto la Camera dei Rappresentati vota l'aumento da 8 a 32 centesimi della tassa sul barile. Questi introiti serviranno a ripulire i danni provocati dalla marea nera. Sempre che si riesca a chiudere il pozzo. E comunque non si potrà sapere prima di 48 ore.
Sulla marea nera del Golfo del Messico domenica sera passerà Bonnie, una tempesta tropicale che sembra dalle previsioni meteo non si trasformerà in un temuto uragano. Per prudenza BP sospende le operazioni e incomincia ad evacuare il lavoratori della bonifica.
Da martedì la BP cercherà di tappare la fuoriuscita di petrolio che ha causato il disastro ambientale in tutto il Golfo del Messico. Intanto, la Commissione d'inchiesta cercherà di capire cosa non ha funzionato.
Il consigliere di barack Obama afferma che la marea nera che sta distruggendo le coste del Golfo del Messico sono la più grande catastrofe ecologica.
La BP afferma che il siringone aspira petrolio funziona e succhia circa 2.000 barili al giorno. Però, "non è la soluzione definitiva", che è in arrivo con una procedura "top kill".