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Marea nera: tra 48 ore il verdetto sul nuovo tappo BP

BP ha installato e sta testando in queste ore il nuovo "tappo" che potrebbe fermare la fuga di petrolio nel Golfo del Messico. I dubbi sono tanti, anche quello che il tappo danneggi il pozzo e che BP debba per questo riaprire la falla.

Tutti, compresa Michelle Obama, volata in Florida per fare un appello ai turisti che stanno scappando dalla marea nera, incrociano le dita o "toccano legno" (il toccare ferro anglosassone). BP, la famigerata compagnia petrolifera britannica ha installato e sta testando in queste ore il nuovo "imbuto" alla Yattaman che potrebbe fermare la fuga di petrolio nel Golfo del Messico. Il nuovo coperchio, enorme, pesante circa 40 tonnellate e spesso più di quattro metri, dovrebbe garantire la tenuta ermetica del pozzo difettoso sino al termine della costruzione dei due pozzi adiacenti che dovrebbero sottrarre il greggio dal condotto che ha creato il disastro.
Se le immagini trasmesse in diretta da BP in tutto il mondo sono vere, sembra che il nuovo tappo resista all'enorme pressione di gas e greggio della falla: la perdita di petrolio é scomparsa dalle telecamere e BP gongola ma prende tempo per i test, almeno 48 ore.
Ora i robot dovranno chiudere delle valvole per testare se il nuovo coperchio resisterà alla pressione per 48 ore, dopo di che il problema, per un miracolo, dovrebbe essere risolto. Il fatto è che anche se il tappo sul pozzo potrebbe resistere, la nuova copertura potrebbe anche "danneggiare" l'interno del pozzo stesso e permettere infiltrazioni del greggio su dei "condotti" naturali adiacenti, creando delle nuove vene. In questo caso il pozzo dovrebbe essere riaperto, comunica la BP.

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