La BP si assume le responsabilità del disastro nel Golfo del Messico. E intanto arriva la notizia che non sono 5mila i barili di petrolio in mare ma 60mila.
L'amministratore delegato di BP dice che la compagnia petrolifera non ha provocato direttamente il disastro che sta mettendo a rischio l’intero ecosistema marino della zona costiera del Golfo del Messico, pur assumendosi tutte le responsabilità del disastro.
Interviene anche Barack Obama, annunciando che il governo americano si sta impegnando a limitare quanto più possibile il danno economico che la marea nera sta provocando.
Intanto arriva la notizia che non sono 5mila i barili di petrolio versati direttamente in mare dal giacimento sottomarino, ma ben 60mila. La BP l'aveva tenuto nascosto fino a ieri.
Il National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa), intanto, ordina lo stop per dieci giorni alla pesca commerciale e sportiva nelle acque inquinate dalla marea nera. Intanto si sta preparando un vertice tra la BP e l'amministrazione Obama per decidere sulla situazione, ora in stallo visto che si sta attendendo la famosa cupola che dovrebbe arginare la fuoriuscita di petrolio.
La BP fallisce anche l'operazione "top kill" e Barack Obama e sempre più preoccupato. La marea nera di petrolio continua ad inquinare le coste del Golfo del Messico e si parla già del "piano D".
La valvola messa a punto dalla BP sembra funzionare, ma non riesce ad aspirare tutto il petrolio che esce dalla falla sottomatina. E la marea nera avanza.
Barack Obama afferma che "la marea nera è come l'11 settembre dell'ambiente" e subito scoppiano le polemiche delle vittime degli attentati delle Torri Gemelle.
BP ha installato e sta testando in queste ore il nuovo "tappo" che potrebbe fermare la fuga di petrolio nel Golfo del Messico. I dubbi sono tanti, anche quello che il tappo danneggi il pozzo e che BP debba per questo riaprire la falla.
La BP afferma che il siringone aspira petrolio funziona e succhia circa 2.000 barili al giorno. Però, "non è la soluzione definitiva", che è in arrivo con una procedura "top kill".
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama torna per la seconda volta in Luisiana e si assume la responsabilità per il disastro che ha causato la marea nera. La BP continua a pompare cemento.
Obama va in Luisiana annunciando risarcimenti saranno adeguati e danni all BP, mentre la marea nera potrebbe allargarsi a tutto l'Atlantico.