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Italia "commissariata" da UE e BCE? Bersani: vogliamo la verità

L'Italia sembra che stia giocando una partita con delle regole non solo dettate da altri ma in continuo cambiamento. Da sempre negata, ora la crisi è arrivata anche da noi, ma nessuno sa fino a che punto.

"Che cosa davvero e precisamente ci stanno chiedendo la BCE e le istituzioni internazionali?". E' questa la domanda che si pone Pier Luigi Bersani, e anche una parte degli italiani, parlando della crisi che sembra aver attanagliato improvvisamente l'Italia, sottolineando come sia "incredibile e inaccettabile che l'opposizione non abbia avuto fin qui comunicazione alcuna sui vincoli ai quali la comunità europea e internazionale ci sta sottoponendo". "Se dobbiamo discutere per la salvezza del Paese vogliamo la verità - incalza Bersani - Non accettiamo più il balletto indecente delle menzogne e dei diversivi che ci hanno portati a questo disastro". Le decisioni adottate dal governo, infatti, sembrano essere dettate prettamente dalla volontà di alcuni Paesi dell'UE, tanto che per esempio la BCE ha deciso di "aumentare il suo programma di sicurezza per i mercati" solo dopo "il via libera di Francia e Germania", che tradotto significa che Sarkozy e la Merkel hanno dato il loro placet affinché la Banca centrale europea acquisti i Btp italiani e i Bonos spagnoli, misura che servirà, si spera, ad arginare la crisi che ha investito l'euro. In un comunicato congiunto Angela Merkel e Nicolas Sarkozy affermano inoltre che "l'obiettivo del governo italiano di arrivare al pareggio di bilancio con un anno di anticipo è di una importanza fondamentale", scandendo quindi alcuni impegni che l'Italia dovrà perseguire, come "un'attuazione rapida, entro la fine di settembre, e completa delle misure annunciate". Tutto questo, secondo la Francia e la Germania, per "restituire la fiducia dei mercati" che non si sa bene quando è stata persa, visto che fino a poco tempo fa la crisi non sembrava neanche averci sfiorato, sempre secondo la maggioranza. Antonio Di Pietro parla infatti di una "Italia sotto tutela della UE" evidenziando come "un governo sotto tutela non è libero, non è democratico e non è in grado di restituire quella fiducia di cui la nostra economia ha bisogno per non affondare", mentre Susanna Camusso e lo stesso Bersani affermano che il Paese è stato ormai "commissariato". In una nota la CGIL chiede quindi che sia "resa nota senza omissioni la comunicazione o la lettera della BCE, così ciascuno potrà in trasparenza valutare a che punto di crisi è giunto il Paese senza il velo delle continue omissioni e menzogne del Governo". E mentre Giorgio Napolitano parla di "cooperazione e integrazione" addirittura per preservare il "futuro dell'umanità", i popoli continuano a sentirsi la pedina sacrificabile di un gioco troppo complesso per essere perfettamente comprensibile dai più. Ciò che agli occhi degli italiani (quelli ancora sopravvissuti al "tittytainment") appare però chiaro è che negli anni a seguire saranno le nuove generazioni a pagare il tributo più alto, perdendo progressivamente tutti quei diritti conquistati dai nonni in nome di una economia globalizzata andata in crisi.

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