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BCE: se continua bassa inflazione in UE, possibile quantitative easing

La Banca centrale europea bacchetta l'Italia sottolineando che i nostri andamenti economici sono "peggiori delle attese". La BCE avverte quindi che c'è il rischio che non si riesca a raggiungere il 2,6% del rapporto deficit/PIL. Analizzando la situazione in Europea, la BCE avverte: "Se si dovessero affrontare i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione, si farà ricorso a ulteriori strumenti non convenzionali", come il "quantitative easing" (alleggerimento quantitativo).

Nel suo ultimo bollettino, la Banca centrale europea bacchetta l'Italia sottolineando che persistono i rischi per il conseguimento dell'obiettivo di disavanzo pubblico per il 2014 al 2,6% del rapporto deficit/PIL "soprattutto alla luce di andamenti economici peggiori delle attese". Per la BCE, quindi, è "importante che l'Italia rafforzi ulteriormente l'orientamento delle politiche di bilancio nazionali al fine di assicurare il rispetto degli obblighi del Patto di Stabilità e crescita, in particolare per quanto riguarda la riduzione del debito delle amministrazioni pubbliche in rapporto al PIL". Dopo il monito della BCE, anche il governatore di Bankitalia Ignazio Visco invita il governo a far ripartire gli investimenti "sia pubblici che privati, nazionali ed europei". Intervenendo al Forum Eurofi a Milano, tenuto alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, Visco ha quindi sottolineato che "le deludenti performance economiche dell'Unione Europea vanno molto al di là delle precedenti esperienze. - chiarendo - Al cuore del problema c'è la debolezza della domanda aggregata, in particolare gli investimenti". Proprio per questo, la Banca centrale europea ribadisce: "Se le condizioni economiche dovessero restare deludenti e se si dovessero affrontare i rischi di un periodo troppo prolungato di bassa inflazione, il consiglio direttivo della Bce è unanime nel suo impegno a fare ricorso a ulteriori strumenti non convenzionali nel quadro del suo mandato". Tra questi "strumenti non convenzionali" evocati dalla BCE ormai da mesi, anche il "quantitative easing" (alleggerimento quantitativo), modalità attraverso la quale avviene sia la creazione di moneta da parte della banca centrale e sia la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

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