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BCE: Italia troppo indebitata, flessibilità inutile. Così rischia procedura d'infrazione

La BCE riserva un capitolo del bollettino all'Italia avvertendo che il nostro Paese "non rispetterebbe la regola del debito né nel 2015 né nel 2016". La Banca centrale europea chiarisce inoltre che in questa situazione neanche la maggiore flessibilità richiesta dal governo Renzi servirebbe, anche a causa delle misure previste nella legge di stabilità 2016. La BCE invita quindi l'Italia ad osservare le regole del Patto di Stabilità poiché gli alti livelli di indebitamento renderebbe il Paese vulnerabile a shock avversi.

La BCE taglia le previsioni di crescita dell'Eurozona all'1,4% per quest'anno (da 1,7%) e all'1,7% per il 2017 (da 1,9%) con una previsione dell'1,8% per il 2018, come si legge nell'ultimo bollettino della Banca centrale europea.
La BCE avverte inoltre che i tassi di inflazione nell'area euro "si manterrebbero su livelli negativi nei prossimi mesi", e ciò vuol dire deflazione, per poi "risalire nel prosieguo del 2016", assicurando però che successivamente l'inflazione "dovrebbe aumentare" perché "sorretta dalle misure di politica monetaria della Banca centrale europea e dalla ripresa economica".
La BCE rimane inoltre preoccupata per l'elevata disoccupazione in Europa poiché anche se il tasso si è attestato al 10,3% e l'occupazione è costantemente aumentata dal 2013, dall'inizio della crisi si è osservata una divergenza tra il numero di occupati e le ore lavorate totali, con una flessione ciclica delle ore lavorative degli occupati a tempo pieno e un incremento nell'utilizzo di occupati part-time.
In sostanza, nell'area euro c'è un eccesso di offerta di lavoro, dovuto principalmente ad un 5% che lavora a tempo parziale involontario e oltre 6 milioni di scoraggiati.

La BCE riserva poi un capitolo del bollettino proprio all'Italia, avvertendo che il nostro Paese rischia "un significativo scostamento dai requisiti europei sui conti pubblici, anche se si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al Paese". In sostanza, la flessibilità che il governo Renzi continua a chiedere all'Unione europea non servirebbe comunque all'Italia per rimanere nei parametri poiché, se già questo inverno veniva prevista una differenza di 0,8 punti percentuali tra il PIL per il 2016 e il percorso di aggiustamento richiesto, oggi "il divario si è ampliato a causa delle spese aggiuntive inserite nella legge di stabilità per il 2016, che hanno aumentato l'obiettivo di disavanzo di 0,2 punti percentuali al 2,4% del PIL".
La BCE mette quindi nero su bianco che "l'Italia non rispetterebbe la regola del debito né nel 2015 né nel 2016". Per questo motivo l'Eurogruppo rinnova l'invito rivolto all'Italia "a varare le misure necessarie affinché il bilancio di previsione per il 2016 osservi le regole del patto di stabilità e di crescita. La BCE ricorda infine che "il 9 marzo la Commissione europea ha comunicato le proprie riserve alle autorità italiane, dichiarando che valuterà in primavera se avviare una procedura d'infrazione per violazione del criterio del debito".
Tutto questo perché, chiarisce la Banca centrale europea, "i paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell'instabilità nei mercati finanziari" e quindi "la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata".

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