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Cantone: a Roma violato art. 97 Costituzione e gevolate prassi corruttive e infiltrazioni criminali

L'attività ispettiva dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ha fatto emergere significative anomalie ed irregolarità nell'attività contrattuale dell'Amministrazione capitolina che ha agevolato "il radicarsi di prassi corruttive" e le "infiltrazioni di matrice criminale" come denuncia nella relazione Raffaele Cantone.

L'attività ispettiva dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ha fatto emergere significative anomalie ed irregolarità nell'attività contrattuale dell'Amministrazione capitolina, come si legge nella Delibera n. 207 che ha indagato sull' "attività contrattuale con particolare riferimento alle procedure negoziate" a Roma Capitale. L'attività ispettiva condotta da Raffaele Cantone ha infatti "rivelato la sistematica e diffusa violazione della normativa di settore da parte delle strutture organizzative di Roma Capitale deputate all'attività di approvvigionamento di lavori, servizi e forniture". Nel periodo preso in esame, che va dal 2012 al 2014 (amministrazione Alemanno-Marino) c'è stato infatti un "ricorso generalizzato ed indiscriminato a procedure prive di evidenza pubblica, in difformità ed in elusione alla normativa di settore, con conseguente incremento di possibili fenomeni distorsivi che agevolano il radicarsi di prassi corruttive" denuncia infatti Cantone nella relazione.

E' stata poi riscontrata una "generalizzata carenza od omissione anche delle prescritte attività di verifica dei requisiti di partecipazione alle procedure di scelta del contraente che denota significative superficialità degli organi preposti all'attività contrattuale ed una maggiore esposizione al rischio di infiltrazioni di matrice criminale negli appalti di Roma Capitale". Inoltre è emerso "l'uso improprio delle procedure negoziate, rivelato dal difetto di motivazione, dalla non trasparente scelta dell'affidatario, dal carente controllo e verifica della prestazione resa". Nell'indagare su 1850 procedure negoziate (pari al 10% del totale), Raffaele Cantone ha evidenziato che queste sono "spesso sfuggite ai controlli preventivi dei vertici della struttura, essendosi consolidata la prassi di delegare tale attività ai singoli responsabili del procedimento, operanti in pressoché totale autonomia. Né si è potuta rilevare omogeneità di procedure nelle forme di controllo messe in atto dalle varie strutture". Viene sottolineato in particolare che soprattutto le "cooperative operanti nel settore del sociale, potevano vantare nell'ultimo triennio un esorbitante numero di affidamenti di cospicuo valore economico avvenuti in gran parte in forma diretta".

La disorganizzazione del Comune di Roma, se così si può chiamare, è evidenziata anche dal fatto che "ciascun Dipartimento ha gestito sistemi informativi diversi" mentre "il vertice dell'Amministrazione di Roma Capitale, individuato nell'Ufficio Contratti incardinato presso il Segretariato Generale, era dotato di un sistema informativo centralizzato esclusivamente per le gare ad evidenza pubblica dallo stesso espletate". Oltre a "non essere un presidio a garanzia della trasparenza" osserva l'Autorità Nazionale Anticorruzione, questo modulo organizzativo non garantisce nemmeno "l'economicità e l'efficienza" nell'operato dell'Amministrazione contribuendo "alla formazione di zone d'ombra idonee ad ingenerare comportamenti distorsivi ed illegittimi".

In conclusione, dall'indagine "è emerso un quadro estremamente critico nella gestione amministrativa delle procedure di affidamento espletate da Roma Capitale nel periodo di riferimento" che ha creato "una gestione non conforme ai principi di buon andamento ed imparzialità dell'amministrazione sanciti dall'art. 97 della Costituzione" con "ricadute negative in termini di incremento di costi, soprattutto per aver sottratto alle regole di competitività del mercato una cospicua quota di appalti, affidati per la maggior parte senza gara". Inoltre anche "laddove era ammissibile l'affidamento diretto, è emersa la violazione del principio di rotazione tra gli operatori economici".

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