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Birmania: Aung San Suu Kyi libera senza se e senza ma

Domani il premio Nobel della Pace Aung San Suu Kyi dovrebbe essere liberata dagli arresti domiciliari, anche se la Birmania avrebbe tentato di limitare la libertà di movimento della donna, che però non accetta nessun tipo di restrizione.

Domani il premio Nobel della Pace Aung San Suu Kyi dovrebbe essere liberata dagli arresti domiciliari che gli sono stati imposti dal governo militare e dittatoriale delle Birmania da quando, nel 1990, la Lega Nazionale per la Democrazia (di cui Aung San Suu Kyi è la leader) ottenne una vittoria elettorale schiacciante annullata però dai militari.
Da allora l'icona della lotta democratica in Birmania è stata quasi sempre agli arresti, e dal 2003 è stata prigioniera nella sua casa ininterrottamente.
Il legale di Aung San Suu Kyi rende noto che "non esistono i presupposti giuridici per trattenerla un altro giorno" ma in queste ore sia l'UE che la Gran Bretagna si sono mobilitate affinché il rilascio avvenga senza restizioni.
E' infatti trapelata la notizia che il governo della Birmania avrebbe tentato di limitare la libertà di movimento di Aung San Suu Kyi per cercare di evitare che venga in contatto con il suo popolo, già radunato e in attesa della sua liberazione.
Ma come fa sapere il suo avvocato "Suu Kyi non ha mai accettato limitazioni alla sua libertà" e non lo farà nenache questa volta, come sembra confermare anche l'inviato del quotidiano britannico "Guardian". Sembra che comunque le autorità avrebbero già firmato i documenti necessari per la liberazione di Aung San Suu Kyi che ricordiamo avviene comunque dopo le elezioni, considerate dai Paesi occidentali come una sorta di farsa, di qualche giorno fa in Birmania, che ha visto la vittoria del partito legato ai militari anche perché alla Lega Nazionale per la Democrazia fu vietato di partecipare alla competizione elettorale.

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