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Aung San Suu Kyi libera: dobbiamo lavorare insieme

Aung San Suu Kyi è libera "per buona condotta". Così la televisione di Stato ha commentato la notizia della liberazione della donna, agli arresti domiciliari. "Dobbiamo lavorare insieme, all'unisono per raggiungere i nostri obiettivi" parla la donna al suo popolo.

Aung San Suu Kyi è libera "per buona condotta". Così la televisione di Stato ha commentato la notizia della liberazione della donna, agli arrsti domiciliari perché nel 1991 si era "permessa" di vincere le elezioni nel 1991 con la Lega nazionale per la democrazia (Lnd). Ai militari questo non piacque e da allora fu un continuo di arresti, da ultimo quello iniziato nel 2003 e mai interrotto, fino ad oggi.
Aung San Suu Kyi "si è comportata bene", ha commentato la TV di regime per questo è stata premiata con "un'amnistia della sua pena". Il popolo di Aung San Suu Kyi è in festa, in attesa di ascoltare il primo discorso della leader del movimento che lotta per riportare la democrzia in un Paese dittatoriale. Infatti, Human Rights Watch, l'organizzazione per i diritti umani, avverte di non cadere nel "cinico stratagemma" adottato da chi vorrebbe mettere in secondo piano le elezioni considerate da tutti i Paesi occidentali come una "truffa".
"C'è un tempo per il silenzio e un tempo per parlare. Dobbiamo lavorare insieme, all'unisono per raggiungere i nostri obiettivi. Se avete voglia di ascoltare, tornate domani a mezzogiorno nella sede", ha detto Aung San Suu Kyi al bagno di folla che l'ha accolta. E il clima che oggi si respira in Birmania è quello di riscatto.

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