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Bocciato aumento 20% frutta in bevande analcoliche, ma solo made in Italy

L'emendamento alla legge comunitaria per far alzare la percentuale minima di vera frutta nelle bevande analcoliche dal 12% al 20% è stato bocciato. Per la Coldiretti "le più bieche lobby industriali sono riuscite ad avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità" mentre Assobibe chiarisce che i nuovi vincoli sarebbero stati applicati ai soli prodotti fatti in Italia, e quindi avrebbe favorito "l'importazione di bibite prodotte fuori Italia con il 2 o 3%".

L'emendamento alla legge comunitaria per far alzare la percentuale minima di vera frutta nelle bevande analcoliche dal 12% al 20%, proposto in commissione Agricoltura della Camera dai PD Nicodemo Oliverio e Michele Anzaldi, è stato bocciato dalla commissione Affari europei dopo il parere negativo del governo Renzi. il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi ha riportato alla commissione il parere del ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina (PD) che spiega come per il governo ci buone probabilità che l'emendamento, una volta approvato, non passi l'esame della Commissione UE. Nel PD si apre una spaccatura con i deputati che attaccano il compagno di partito Martina. "E' il ministro delle Politiche agricole o delle multinazionali?" si chiedono Michele Anzaldi della commissione Agricoltura, Federico Gelli e Giovanni Burtone, della commissione Affari Sociali. La Coldiretti afferma quindi che bisogna "prendere atto che le più bieche lobby industriali sono riuscite ad avere il sopravvento sulla logica della salute e della qualità" mentre per Assobibe, l'Associazione di Confindustria che rappresenta il settore bevande analcoliche, l'approvazione dell'emendamento avrebbe favorito "l'importazione di bibite prodotte fuori Italia con il 2 o 3% di succo denominate 'aranciate/limonate etc' e vendute a prezzi più competitivi stante la quantità di succo notevolmente inferiore". Assobibe infatti spiega: "E' opportuno chiarire che la nuova proposta di cui si parla cancella il 20% approvato nel 2012 e contestato dalla UE e lo reintroduce con l'accortezza di applicare i nuovi vincoli ai soli prodotti fatti in Italia". Assobibe spiega che con l'approvazione della norma quindi "le imprese in Italia" non avrebbero potuto "garantire ai consumatori gusti e prodotti apprezzati da anni, che in Italia" sarebbero stati "vietati (sotto il 20%)". Assobibe conclude chiarendo quindi che far alzare la percentuale minima di vera frutta nelle bevande analcoliche dal 12% al 20% solo in Italia avrebbe penalizzato i consumatori per il rischio "di non trovare più marchi storici nazionali e gusti cui sono abituati, oltre che un'offerta molto più legata alle produzioni di altri Paesi" ma anche "l'indotto e le forniture di succo nazionale visto che sempre più le imprese tenderanno ad importare da altri Paesi anziché produrre in Italia stante nuovi vincoli ed ostacoli".

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