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Non solo Meriam: Asia Bibi è in carcere e rischia ancora pena di morte

Non c'è solo Meriam Yahya Ibrahim. Per Asia Bibi, ancora in carcere, non c'è stata infatti la stessa attenzione mediatica e le stesse pressioni internazionali che sono state rivolte a Meriam, forse anche perché la donna cristiana cattolica condannata a morte in Pakistan non ha nessun legame con gli Stati Uniti, al contrario della giovane madre del Sudan.

Mentre il mondo si è mobilitato, giustamente, per la scarcerazione di Meriam Yahya Ibrahim, un'altra donna è ancora chiusa in prigione perché accusata di blasfemia nei confronti della religione islamica. Per Asia Bibi non c'è stata infatti la stessa attenzione mediatica e le stesse pressioni internazionali che sono state rivolte a Meriam, forse anche perché la donna cristiana cattolica condannata a morte in Pakistan non ha nessun legame con gli Stati Uniti, al contrario della giovane madre del Sudan. A fine maggio la prima udienza del processo di appello per Asia Bibi era stata annullata senza alcuna spiegazione, dopo aver subito già 4 rinvii. I legali di Asia Bibi, S.K. Chaudry e Sardar Mustaq Gill, annunciano quindi di aver depositato il 24 giugno una istanza affinché l'Alta Corte di Lahore fissi finalmente, ed al più presto, la prima udienza. Il testo dell’istanza è stato inviato all’Agenzia Fides, dove si legge che i legali di Asia Bibi invitano i giudici a procedere con urgenza perché "la richiedente non è in buone condizioni di salute, fisica e psicologica; - aggiungendo - Inoltre va considerato il bisogno impellente di prendersi cura dei suoi figli; la richiedente auspica un appello in tempi brevi perché, essendo innocente, spera in una assoluzione". L’istanza depositata prosegue: "Data l’urgenza del caso, chiediamo che una sezione del tribunale possa funzionare durante il tempo delle vacanze e che l'udienza del processo possa essere fissata durante questo tempo, per tenere fede alla giustizia". Sardar Mushtaq Gill sottolinea alla Fides che lui e altri colleghi, che si adoperano per difendere casi di cristiani accusati ingiustamente di blasfemia, continuano a ricevere minacce di morte. Nell'indifferenza mainstream.

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