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Asia Bibi: perdona chi l'ha incriminata ma rischia malattia mentale

Asia Bibi, condannata alla pena di morte in attesa dell'Appello, si appresta a passare il Natale in carcere, perché ingiustamente accusata in Pakistan di blasfemia. La donna spiega di aver perdonato chi l'ha incriminata ma il suo equilibrio psicologico rischia di essere definitivamente compromesso.

Domenica scorsa Papa Benedetto XVI è andato a fare visita ai detenuti del carcere di Rebibbia (leggi http://is.gd/iVYk7y), e come sottolinea all'agenzia Fides (http://is.gd/6WtEQv) Haroon Barkat Masih, Direttore internazionale della "Masihi Foundation" (MF), Ong che tutela i diritti dei cristiani in Pakistan e che si occupa dell'assistenza legale e materiale di Asia Bibi, "crediamo che (il Santo Padre, ndr), nel suo gesto, abbia incluso simbolicamente tutti i detenuti del mondo e anche Asia Bibi, che passerà un Natale triste, nella solitudine di una cella". Asia Bibi è infatti in carcere dal 9 giugno 2010, accusata ingiustamente di blasfemia a causa della cosiddetta "legge nera", e purtroppo si appresta a passare il suo secondo Natale lontano dalle sue 5 figlie e dal marito. La sofferenza che sta passando Asia Bibi sembra però che la stia portando alla malattia mentale, come denuncia sempre l'Ong MF che il 19 dicembre ha incontrato la donna nel carcere distrettuale di Sheikpura che la "ospita" da più di un anno in attesa del processo di appello che è ancora pendente presso l'Alta Corte di Lahore. Asia Bibi rischia la pena di morte, ma nonostante questo, durante i momenti di lucidità, spiega di "aver perdonato quelle persone che mi hanno incriminato per blasfemia", come confida ad AsiaNews (http://is.gd/K6XT5N) che ha partecipato, con il resto della delegazione, all'incontro in carcere. "Questo è un capitolo della mia vita che vorrei tanto chiudermi alle spalle e dimenticare" aggiunge la 46enne Asia Bibi, che però appare "notevolmente invecchiata, con un colorito pallido, sembra molto fragile, perfino incapace di stare da sola" come comunica la "Masihi Foundation". "Al momento dell'incontro, il suo sguardo vagava nel vuoto, non riusciva a capire cosa stesse accadendo, era completamente confusa e stupita. Per tutto il tempo della conversazione – oltre 2 ore e 20 minuti – i suoi pensieri erano alla deriva" nota con preoccupazione la Masihi Foundation, aggiungendo: "Ha reagito agli stimoli con emozioni contrastanti, ridendo, piangendo e restando in silenzio per lunghi periodi di tempo". La MF spiega attraverso un comunicato diffuso dalla Fides che "per i primi 10 minuti Asia Bibi non è stata in grado di reagire e non riusciva a capire se eravamo amici o nemici. Ha detto che nessuno si stava seriamente occupando di lei, aveva paura e sembrava molto fredda e nervosa. Non riusciva a tenere gli occhi fissi in un punto o verso un interlocutore. Le abbiamo offerto acqua e sembrava perfino spaventata dall'acqua", sottolineando come anche le sue condizioni igieniche personale sono terribili, visto che la donna "non fa un bagno da oltre due mesi". "Continuo a pregare e digiunare per la mia famiglia. Voglio con tutta me stessa stare con la mia famiglia. Voglio abbracciare le mie figlie. E continuo a nutrire la speranza che un giorno verrò liberata" continua a ripetere, anche nel corso dell'intervista di AsiaNews, Asia Bibi, domandando: "Quanti fratelli e sorelle saranno ancora accusati ingiustamente... Saranno maltrattati, vittime di abusi, imputati in processi farsa come è accaduto a me?". "Quando sarò rilasciata?" chiede con insistenza Asia Bibi, interrogativo che Haroon Barkat Masih parlando con la Fides rigira "al governo pakistano, alla comunità internazionale, alla Chiesa universale" concludendo: "Se Asia resterà in isolamento rischia seriamente una malattia mentale che potrebbe compromettere definitivamente il suo equilibrio psicologico. Chiediamo che le autorità permettano subito a un team di medici di visitarla a darle delle cure". Sembra che il Ministero Federale pakistano per l'Armonia (nome che rende quasi impossibile non rievocare alla mente "1984" di George Orwell) assicuri di aver "preso nota delle condizioni di Asia Bibi" spiegando alla Fides: "Aiutarla è ora una questione umanitaria. Scriverò una lettera al responsabile del carcere e al Ministro degli Interni, perché sia organizzata subito la visita di un team di medici e psicologi, per tutelare la salute fisica e mentale di Asia e darle cure appropriate". Anche Paul Bhatti, fratello di Shabhaz (leggi "Pakistan: ucciso Shahbaz Bhatti, Ministro che garantiva per Asia Bibi" http://is.gd/fX5OpJ) e Consigliere Speciale del Primo Ministro per le Minoranze religiose, in un colloquio con Fides (http://is.gd/VtdP1k) promette il suo impegno: "Ci mobiliteremo immediatamente, a livello istituzionale, per fornire assistenza medica ad Asia Bibi", annunciando anche di voler formare team di avvocati di "libero patrocinio" per quanti non possono permettersi un avvocato. Nella speranza di verder presto liberata Asia Bibi, il Direttore della MF chiede "a tutti i cristiani del mondo di ricordare al Signore Asia Bibi, la sera di Natale, e di elevare una preghiera per lei". La stessa Asia Bibi sottolinea infatti come sia "grata" per le preghiere che sente arrivare da tutto il mondo.

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