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Asia Bibi: in cella d'isolamento, malata e in digiuno quaresimale

Asia Bibi è in pessime condizioni psicologiche e di salute. Spenti i riflettori sulla sua situazione, inutile ora nella "strumentalizzazione" politica, Asia Bibi non può vedere neanche il sole dalla cella di isolamento. Ma lei digiuna e prega, sognando di incontrare il Papa.

Asia Bibi, la donna che in Pakistan è accusata di blasfemia (e per questo condannata a morte) è chiusa in isolamento in un carcere di Sheikupura in Pakistan. Tutta la comunità pakistana, la famiglia di Asia Bibi, gli avvocati della Masihi Foundation che seguono la sua causa e i cristiani di tutto il mondo sono seriamente preoccupati per la sua situazione. La donna si trova in cella di isolamento da oltre due mesi e, "per motivi di sicurezza" non ha diritto a prendere aria e sole. La morte di Shahbaz Bhatti (Pakistan: ucciso Shahbaz Bhatti, Ministro che garantiva per Asia Bibi http://is.gd/lhzrGa), il Ministro Federale per le Minoranze religiose del Pakistan, barbaramente ucciso dagli estremisti lo scorso marzo, ha seriamente minato psicologicamente Asia Bibi, che ora teme per la vita dei suoi figli e della sua famiglia. Questa cristiana in carcere sta anche volontariamente digiunando per la Quaresima "offrendo a Dio la sua sofferenza" e pare che abbia anche contratto la varicella (o una malattia esantematica dall'esito similare) vivendo in cella tra la sporcizia e biancheria sporca. Insomma una situazione che non può che essere definita un vero e proprio calvario per questa povera cristiana perseguitata per la sua fede. Il fatto che dopo "l'entusiasmo" politico iniziale si siano fermate le "manifestazioni" in sua difesa, indebolisce ancora di più la sua posizione, proprio come sanno bene gli attivisti contro la pena di morte. L'Agenzia Fides, fortunatamente sempre attenta al caso, riporta le parole di Haroon Masih, Direttore della "Masihi Foundation" che si occupa della sua assistenza legale (e materiale, come scrive Fides, http://is.gd/2uMP8m): "Ora urge più che mai un intervento dei medici. Stiamo cercando di organizzare, con le autorità del carcere, una visita specialistica di medici fidati. Temiamo davvero per la sua salute, che possa ammalarsi gravemente e morire in carcere" e continua "Lei prega molto e digiuna, offrendo a Dio la sua sofferenza. Ma speriamo che la visita dei medici possa convincerla a riprendere a nutrirsi. Deve farlo per il suo bene e per la sua salute". Intanto giunge la notizia che un altro cristiano, Arif Masih, 40 anni, del villaggio di Chak Jhumra è stato arrestato pochi giorni fa con l'accusa di blasfemia. La persecuzione dei cristiani non accenna a placarsi, in tutto il mondo.

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