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L'Argentina di Maradona fa ora compagnia al Brasile, l'altra strafavorita

Quattro a zero, zitti e a casa. Lo inaugurò Totti in uno storico Roma - Juve, lo rispolverano i tedeschi in questo Mondiale delle sorprese. L'Argentina di Maradona farà compagnia all'altra strafavorita, il Brasile, che ora potrà mostrare un tenue sorriso vista l'eliminazione degli acerrimi nemici.

Quattro a zero, zitti e a casa. Lo inaugurò Totti in uno storico Roma - Juve, lo rispolverano i tedeschi in questo Mondiale delle sorprese. La Germania dei giovani manda a casa l'Argentina di Maradona, strafavorita per la vittoria della Coppa del Mondo 2010. Farà compagnia all'altra strafavorita, il Brasile, che ora potrà mostrare un tenue sorriso vista l'eliminazione degli acerrimi nemici.
Una vittoria netta quella della squadra guidata da Loew, fatta di chiusure precise in difesa e ripartenze micidiali. Determinante per attuare questo tipo di gioco è stato il gol al "pronti-via" di Muller al 3' del primo tempo.
L'esterno tedesco è la vera sorpresa positiva di questo Mondiale, in questo caso abile a sfruttare una leggerezza difensiva e a battere Romero con un colpo di testa. Argentina irriconoscibile che prova con molta confusione un assedio alla difesa tedesca, che vede arrivare da tutti i fronti attaccanti del calibro di Messi, Tevez e Higuain. La Germania non ha paura, difende ordinata e dal 23' dilaga. Muller difende splendidamente un pallone spalle alla porta, serve Podolski che, a tu per tu con il portere, regala a Klose un gol facile facile a porta vuota.
I tedeschi sono sulle ali dell'entusiasmo, non hanno più paura di quelle parole che alla vigilia descrivevano un'Argentina schiacciasassi e strafavorita. Al minuto 29 Schweinsteiger prende palla dalla sinistra e semina il panico superando e irridendo tre avversari, palla dietro e tap-in vincente del difensore Friedrich. Proprio lui, che dopo 77 presenze in nazionale non aveva ancora mai segnato, ora può urlare tutta la sua gioia insieme al popolo tedesco.
A chiudere la festa ci pensa di nuovo Klose, all'88esimo. Un contropiede spettacolare, come la Germania ci ha già abituato in questo Mondiale, viene chiuso con il "piattone" dall'attaccante tedesco, servito con il contagiri dal sinistro di Özil. Klose, arrivato a quota 14 e al secondo posto dei cannonieri mondiali di tutti i tempi, non riesce a trattenersi questa volta e sfoggia finalmente l'esultanza che l'ha reso celebre. Capriola mortale e parola fina a questa gara, che porta in semifinale una sorprendente Germania e vede sconfitta e abbattuta l'Argentina, così come il suo CT, Diego Armando Maradona.
Il "Pibe de Oro" esce deluso, afflitto e pensieroso. Dopo la gara dichiara: "Io posso andare via pure domani ma vorrei che questi ragazzi proseguissero a dimostrare come è il calcio argentino, senza misteri e lotte. Io devo pensare, parlare, con la mia famiglia e i giocatori e ho tante cose da valutare. Ma ho capito che il calcio che piace alla gente è questo, fatto di attacco, di gol, di spettacolo. La cosa migliore da fare a fine gara è stata di ringraziare i giocatori, non ho parlato del futuro, non era certo il momento. Io sono deluso perché rappresento il mio Paese in una gara di calcio e mi dispiace per come è andata".
Dall'altra parte, invece, c'è un Loew entusiasta del comportamento dei suoi dopo il successo e in conferenza lo fa capire senza mezzi termini. "Quello che ha fatto la squadra è stato eccezionale, per volontà di vincere e per come abbiamo giocato nella ripresa, quando abbiamo fatto ancora pressing sulla difesa Argentina trovando il necessario secondo gol - ha detto il tecnico della Germania - Una prestazione di grande classe".

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