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Argentina in default. Kirchner: stop a fondi avvoltoio e a banche insaziabili

Il 30 luglio l'Argentina entra tecnicamente in default per l'ottava volta nella sua storia, a causa del fallimento della trattativa con gli "hedge fund" sul pagamento dei "tango bond" non ristrutturati del paese sudamericano. Cristina Fernandez de Kirchner nega che l'Argentina è in default e chiede che "si ponga un freno ai fondi avvoltoio e alle banche insaziabili".

Il 30 luglio l'Argentina entra tecnicamente in default per l'ottava volta nella sua storia, a causa del fallimento della trattativa con gli "hedge fund" sul pagamento dei bond non ristrutturati del paese sudamericano. La nuova crisi argentina deriva direttamente da quella del 2001, poiché alcuni creditori di allora, invece di accettare una ristrutturazione del debito, si sono rivolti ai tribunali di New York per ottenere non solo l'ammontare della somma dovuta ma anche tutti gli interessi. E una sentenza a dato ragione ai creditori. Essere visto come uno Stato inadempiente, per l'Argentina, potrebbe essere il colpo di grazia, anche se per il ministro dell'Economia Axel Kicillof quella del default è "una cavolata atomica". Intanto, però, Fitch taglia ancora il rating dell'Argentina a 'Rd' da 'CC'. L'Argentina potrebbe cercare di evitare i finanziamenti esterni, ma come sottolinea The Economist "le sue riserve valutarie sono in contrazione". La speranza è che banche private si radunino per comprare il debito, sempre che le spese poi non le paghino i risparmiatori. Sembra che anche JPMorgan starebbe trattando per acquistare i bond dai fondi speculativi per 1,4 miliardi di dollari. Nel suo primo discorso pubblico dopo il fallimento delle trattative con gli "hedge fund" per il pagamento dei "tango bond" non ristrutturati, la presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner ha ricordato un discorso del 2004 del suo predecessore nonché marito Nestor Kirchner, chiedendo che "si ponga un freno ai fondi avvoltoio e alle banche insaziabili che vogliono lucrare su una Argentina spezzata e impoverita. - aggiungendo rivolta ai suoi cittadini - Non lasciamo che ci facciano paura. Vi chiedo con assoluta tranquillità di stare con gli occhi aperti. Cristina Kirchner ribadisce quindi che non si può dire che l'Argentina è in default non solo perché la sentenza del giudice Thomas Griesa, definita dalla presidente "quasi usuraria", è impossibile da applicare, ma anche perché il Paese ha già pagato i loro debiti. Solidare con l'Argentina il vicino Brasile.

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