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Arabia Saudita e Italia, amore a prima visita

Sembra che l'Italia apprezzi sempre di più Paesi sicuramente in ascesa economica ma che non sono nemmeno lontanamente delle democrazie, come la Cina e l'Arabia Saudita. E in primavera è in programma una bella presentazione dell'Arabia Saudita agli italiani.

Sembra che l'Italia apprezzi sempre di più Paesi sicuramente in ascesa economica ma che non sono nemmeno lontanamente delle democrazie e spesso vedono i loro cittadini non solo privati delle libertà di parola e di culto ma anche politiche. Solo pochi giorni fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in visita in Cina, aveva affermato che "quando la grave crisi finanziaria del 2008 si è abbattuta sul mondo industrializzato, la Cina è stata locomotiva dell'economia mondiale" e sulla stessa lunghezza d'onda il Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, afferma di guardare all'Arabia Saudita perché è "il motore della ripresa globale, è l'economia che nella Regione del Medio Oriente e del Golfo ha resistito meglio alla crisi internazionale" e rappresenta "un partner strategico" istituzionale ed economico "per il nostro Paese". Una delegazione italiana composta oltre che da Romani anche dal Ministro degli Esteri Franco Frattini e dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia è arrivata ieri a Riyad, capitale appunto dell'Arabia Saudita, insieme a oltre 130 aziende italiane, fra cui 10 gruppi bancari e 12 associazioni industriali, in occasione della 28ma Missione di sistema.
Anche Frattini sottolinea come l'Arabia Saudita "offra delle opportunità grandissime" a partire dalla "realizzazione di un piano che prevede la costruzione di quattro nuove città economiche", cioè aree industriali realizzate nel deserto. Sembra infatti che l'Arabia Saudita abbia ben 400 miliardi di dollari da investire e "per le aziende italiane ci saranno ottime possibilità di sviluppo" come "il rafforzamento delle collaborazioni con le Università", spiega sempre Frattini.
Tanto che Frattini e Romani hanno già invitato ministri e imprenditori sauditi per una "country presentation" nella primavera del 2011, cioè una presentazione dell'Arabia Saudita agli italiani.
Il giorno prima dell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo rinchiuso in carcere, Silvio Berlusconi elogiava la Cina come "fautori della politica del fare" esattamente "come noi", ora invece il governo stringe accordi con un Paese sicuramente ricco e che può offrire molte opportunità economiche ma che per esempio non permette la libertà religiosa e che nel proprio ordinamento giuridico (l'Arabia Saudita è una monarchia assoluta) prevede la pena di morte per apostasia, come si può leggere anche su Wikipedia. Eppure questi Paesi non sono minimamente considerati alla stregua di altri che vengono quotidianamente criticati e condannati (se non bombardati) per la mancanza di rispetto dei diritti umani.

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