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Apple: Italia chiederà tasse indietro? Ma Matteo con il MacBook non risponde

La Commissione europea ha concluso che l'Irlanda ha concesso alla Apple aiuti di Stato (illegali). L'Irlanda può quindi chiedere a Cupertino 13 miliardi di tasse mai pagate. Anche l'Italia potrebbe chiedere alla Apple le imposte non versate, in base alle informazioni emerse dall'indagine della Commissione. Ma per il momento Matteo Renzi con il suo MacBook non risponde.

Il 30 agosto la Commissione europea ha concluso che l'Irlanda ha concesso ad Apple vantaggi fiscali indebiti per un totale di 13 miliardi di euro. Tale trattamento è illegale ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato poiché ha permesso ad Apple di versare molte meno imposte rispetto ad altre imprese. L'Irlanda deve ora recuperare l'aiuto illegale.

Un'indagine approfondita sull'aiuto di Stato avviata nel giugno 2014 ha portato infatti la Commissione europea a concludere che due ruling fiscali emanati dall'Irlanda nei confronti di Apple hanno considerevolmente e artificialmente abbassato le imposte che la società ha versato in tale Stato membro a partire dal 1991. I ruling approvavano modalità di determinazione degli utili imponibili di due società di diritto irlandese appartenenti al gruppo Apple (Apple Sales International e Apple Operations Europe) non corrispondenti alla realtà economica: la quasi totalità degli utili sulle vendite registrati dalle due società veniva imputata internamente a una "sede centrale".

Dall'analisi della Commissione è emerso che queste "sedi centrali" esistevano solo però sulla carta e non potevano aver generato tali utili. In virtù di specifiche disposizioni del diritto tributario irlandese oggi non più in vigore, gli utili attribuiti alle "sedi centrali" non erano soggetti a tassazione in nessun paese. Grazie al metodo di assegnazione avallato con i ruling fiscali, Apple ha pagato sugli utili di Apple Sales International soltanto un'aliquota effettiva dell'imposta sulle società che dall'1% del 2003 è via via scesa fino allo 0,005% del 2014. Questo ruling fiscale è decaduto nel 2015, quando Apple Sales International e Apple Operations Europe hanno modificato le rispettive strutture.

Apple Sales International è responsabile dell'acquisto di prodotti Apple dai costruttori di tutto il mondo e della vendita di tali prodotti in Europa (nonché in Medio Oriente, Africa e India). Apple ha organizzato le vendite in Europa in modo tale che contrattualmente i clienti acquistassero i prodotti da Apple Sales International in Irlanda invece che dai negozi che li vendevano materialmente. Così facendo Apple registrava tutte le vendite, e i conseguenti utili, direttamente in Irlanda.

Per fare un esempio, nel 2011 (secondo le cifre comunicate durante audizioni pubbliche del Senato USA) Apple Sales International ha registrato utili per 22 miliardi di dollari (circa 16 miliardi di euro) ma a norma del ruling fiscale solo 50 milioni di euro circa erano considerati imponibili in Irlanda: rimanevano quindi 15,95 miliardi di euro di utili non tassati.

Di conseguenza, nel 2011 Apple Sales International ha versato in Irlanda un'imposta societaria che non raggiunge i 10 milioni di euro, corrispondenti a un'aliquota effettiva dello 0,05% dei suoi utili annuali complessivi. Negli anni successivi gli utili registrati da Apple Sales International hanno continuato a crescere, ma non quelli considerati imponibili in Irlanda secondo il ruling fiscale. Pertanto l'aliquota effettiva è diminuita ulteriormente, fino a scendere ad appena lo 0,005% nel 2014.

I medesimi due ruling fiscali del 1991 e del 2007 hanno consentito a Apple Operations Europe di beneficiare di un regime fiscale analogo nello stesso periodo. La società era responsabile della fabbricazione di alcune linee di computer per il gruppo Apple. Anche la maggior parte degli utili di questa società veniva assegnata a livello interno alla sua "sede centrale" e non veniva tassata da nessuna parte.

Questo trattamento fiscale selettivo riservato ad Apple in Irlanda è illegale ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato perché conferisce alla società un vantaggio considerevole rispetto ad altre imprese soggette alla stessa normativa tributaria nazionale. La Commissione ha facoltà di ordinare il recupero degli aiuti di Stato illegali per il decennio precedente la sua prima richiesta di informazioni, che risale al 2013. L'Irlanda deve ora recuperare le imposte che Apple non le ha versato per il periodo dal 2003 al 2014, per un totale di 13 miliardi euro più interessi.

La Apple quindi non è stata "multata" per 13 miliardi e questo perché le norme UE sugli aiuti di Stato non prevedono ammende né puniscono la società coinvolta ma si limitano a ripristinare la parità di trattamento con le altre imprese. La Commissione può solo ordinare il recupero degli aiuti di Stato illegali per il decennio precedente la sua prima richiesta di informazioni al riguardo.

La Commissione precisa infatti che l'ammontare delle imposte non versate che le autorità irlandesi devono recuperare verrebbe ridotto se altri Paesi dovessero imporre a Apple di versare maggiori imposte sugli utili registrati da Apple Sales International e Apple Operations Europe per il periodo in oggetto. Ciò potrebbe verificarsi se ritenessero, sulla scorta delle informazioni emerse dall'indagine della Commissione, che i rischi commerciali, le vendite e altre attività di Apple avessero dovuto essere registrati nelle rispettive giurisdizioni. Questo perché gli utili imponibili di Apple Sales International in Irlanda sarebbero ridotti se gli utili fossero registrati e tassati in altri Paesi invece di essere registrati in Irlanda.

L'Italia chiederà quindi alla Apple le tasse non versate? Per il momento, è noto solamente il fatto che il premier Matteo Renzi non manca di esporre i prodotti della Mela in ogni occasione possibile, tanto che in passato ciò ha suscitato anche qualche polemica da parte delle associazioni dei consumatori ed il Presidente del Consiglio si è beccato una denuncia all'Antitrust da parte del Codacons.
Se poi si considera che nel dicembre scorso l'Agenzia delle Entrate ha fatto un mega sconto sulle tasse ad Apple, si capisce forse meglio perché in questo caso Matteo con il suo MacBook non risponde.

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