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Strisce blu, Anvu: la multa è lecita, ecco i perché

Nonostante il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi confermi, nel corso di una interrogazione parlamentare, che se il posteggio a pagamento nelle zone delimitate dalle strisce blu è scaduto va versata solo la differenza della tariffa non corrisposta e non va applicata la multa, l'Anvu (Associazione Polizia Locale d'Italia) cita una disamina dell'avvocato Luca Montanari che afferma l'esatto contrario. Ecco perché la multa è lecita secondo l'Anvu.

Nonostante il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi confermi, nel corso di una interrogazione parlamentare, che se il posteggio a pagamento nelle zone delimitate dalle strisce blu è scaduto va versata solo la differenza della tariffa non corrisposta e non va applicata la multa, perché si tratta solo di una "inadempienza contrattuale", l'Anvu (Associazione Polizia Locale d'Italia) ribadisce il proprio parere contrario in merito alla questione, citando la disamina giuridica dell'avvocato Luca Montanari dove chiarisce che "Nessun pregio giuridico può essere attribuito a quelle tesi che in materia di soste a pagamento, ritengano esclusivamente sussistere un rapporto negoziale tra Comune ed utente, con l'assurdo di considerare un mero illecito privatistico-contrattuale l'omesso pagamento delle tariffe, che elide il diritto-dovere di applicare sanzioni amministrative".

Nella sua disamina, l'avvocato Montanari premette che "la 'durata della sosta', che i 'dispositivi' (parcometri, ndr) sono incaricati di controllare può essere dunque intesa, tanto come 'sosta massima consentita' (laddove sia espressamente previsto dalla segnaletica un limite di tempo invalicabile), quanto come sosta sine fine temporis in cui l'unico elemento che conta è il 'tempo assoluto' da porre a tariffazione, qualunque esso sia". L'avvocato Montanari quindi sottolinea che "nell'art. 157, comma 6, del codice della strada troviamo quindi scritto un secondo periodo, che testualmente recita: 'Ove esiste il dispositivo di controllo della durata della sosta (leggasi 'parcometro' ex art. 7, comma 1, lettera f) è fatto obbligo di porlo in funzione". Il legale quindi precisa: "Ne consegue, secondo logica, che se il parcometro accetta monete ad oltranza perché la sosta è senza tempo massimo, ovviamente ad ogni scadenza di biglietto - potendo continuare a lasciare lì il veicolo - l'utente avrà l'obbligo di porre in funzione la macchina", e prosegue: "Pertanto, in questo tipo di parcheggi a pagamento 'senza limiti di tempo' ad una data ora trovare un biglietto scaduto sul cruscotto di un'auto significa, che nel minuto esatto del controllo il veicolo risulta sempre legittimato al parcheggio (anche eventualmente oltre un primo tempo già consumato), ma il parcometro non risulta essere stato posto in funzione in violazione dell'art. 157, comma 6".

In altre parole "da nessuna parte è scritto che 'l'obbligo di porlo in funzione' sia un precetto non più valido dopo la prima volta che lo si è osservato, e neppure è scritto che un biglietto scaduto possa per assurdo voler dire 'io il parcometro l'ho posto in funzione la prima volta, quindi ho osservato la legge'. Se posso proseguire la sosta dopo un primo periodo scaduto e decido di farlo, allora debbo anche porre in funzione il parcometro nuovamente". L'avvocato Montanari spiega invece che "sempre secondo logica, se ho messo in funzione il parcometro ove esiste un tempo di sosta massimo 'invalicabile' (es. un'ora), la macchina non accetterà monete oltre il limite ed alla scadenza l'utente se ne dovrà andare". L'Anvu riassume quindi che "nei parcheggi a pagamento ove la sosta sia limitata (quindi non si può reiterare il pagamento senza soluzione di continuità) si applica la sanzione di cui all'art. 7 comma 15 nei casi di superamento del periodo consentito (moltiplicando i 25 euro per il numero di periodi sforati (quindi: 25 euro x 3 = 75 euro, ndr); nei parcheggi a pagamento ove invece la sosta sia consentita senza limitazioni (quindi basta reinserire ulteriore moneta e la sosta può continuare) quindi nei casi di superamento dei periodi, senza aver effettuato ulteriore pagamento, si applica la sanzione di cui all'art. 157 comma 6 (chiunque viola le disposizioni di cui al presente articolo e' soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168 euro, ndr)".

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