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Ingroia: siamo in una emergenza democratica. E allora "Io ci sto"

Dopo la salita di Mario Monti in politica e l'annuncio di Piero Grasso, procuratore antimafia, a candidarsi con il PD, arriva la lista civica di Antonio Ingroia "Io ci sto", perché "siamo in una emergenza democratica, dovuta allo strapotere dei sistemi criminali".

Dopo l'annuncio della candidatura di Piero Grasso nelle liste del PD, anche l'ex magistrato palermitano Antonio Ingroia dice "Io ci sto", a scendere o a salire in politica (a seconda della moda del momento) naturalmente. Ma Antonio Ingroia "non ci sta" a portare voti al Partito Democratico, che anzi attacca nel corso della sua conferenza stampa. "Io ci sto", infatti, è il nome della sua lista civica che concorrerà alle prossime elezioni politiche 2013, per una "Rivoluzione civile". "Non avrei mai creduto di dovermi ritrovare qui per continuare la mia battaglia per la giustizia e la legalità, e la battaglia per la verità sulle pagine buie della storia del nostro Paese contro le mafie e contro la corruzione, in un ruolo diverso" spiega in primis Ingria nel corso della conferenza stampa. "Non avrei mai pensato che la mia funzione dentro le aule di giustizia si rivelasse insufficiente perché la politica non avesse più fatto il proprio dovere - prosegue Ingroia - E allora quando giurai la mia fedeltà alla Costituzione, pensavo di doverla servire solo nelle aule di giustizia. Ma non siamo in un Paese normale, non siamo in una situazione normale, siamo in una emergenza democratica, dovuta allo strapotere dei sistemi criminali".

Antonio Ingroia chiarisce quindi che "è venuto il momento della responsabilità, e non solo della responsabilità nazionale ma della responsabilità politica" e spiega: "Ho fatto un appello, l'appello Io ci sto, indirizzato alla società civile e alla buona politica. Rispetto a quell'appello chiedevo risposte. Alla società civile e alla politica dico grazie perché il passo avanti della società civile c'è stato, il passo incontro della buona politica c'è stato". "Grazie per i tanti atti di responsabilità che mi sono giunti in modo tumultuoso, direi perfino imprevisto in solo una settimana - aggiunge Ingroia - Partecipare in prima persona. Questa è la nostra rivoluzione. Noi vogliamo la partecipazione dei cittadini". Parlando in terza persona, l'ex magistrato palermitano chiarisce quindi: "Antonio Ingroia non si propone come salvatore della Patria, non ho queste doti taumaturgiche. Antonio Ingroia vuol essere soltanto un esempio, come quei tanti cittadini che si mettono in gioco e rischiano, assumendosi il rischio che in un momento di emergenza deve essere chiesto a ciascun cittadino".

Ingroia evidenzia quindi che "Io ci sto è una lista nuova, una vera lista nuova, in una vera lista civica", e prosegue con i ringraziamenti: "Devo dire grazie a Salvatore Borsellino, a Flavio Lotti, a Giuseppe La Torre, a Gabriella Stramaccioni, citando questi nomi solo a titolo esemplificativo. Mi ha emozionato molto la lettera aperta di Salvatore Borsellino, perché ha capito che il mio impegno è un impegno in linea di continuità con la mia attività di magistrato. E' la consapevolezza che quella strada sulla verità delle stragi della stagione più buia della nostra storia alla magistratura è stata sbarrata, ed è stata sbarrata in sedi politiche. Ed occorre entrare in politica per riaprire la strada per la verità. E ricordo a Salvatore Borsellino o chi per lui del Movimento delle Angende Rosse che abbia voglia di impegnarsi in prima persona, che le nostre liste sono ancora un cantiere aperto, aperto alle parti più nobili della società civile. Dico grazie alle tante associazioni antimafia che si sono dichiarate dalla nostra parte. Ma non non dobbiamo e possiamo occuparci solo di giustizia e di verità, e quindi un grazie sentito a Flavio Lotti, un altro pezzo di storia e di testimonianza importante del nostro Paese, artefice della marcia della Pace di ogni anno ad Assisi. Lotti mi ha dato personalmente la sua disponibilità non solo a sostenerci ma anche a candidarsi nella nostra lista. Un grazie a Gabriella Stramaccioni, direttrice nazionale di Libera, che mi ha dato la sua disponibilità a sostenerci ed a candidarsi. Un ringraziamento particolare a Franco La Torre, figlio di Pio La Torre ma anche presidente della rete Flarem che è il network internazionale di Libera".

Infine, Antonio Ingroia annuncia che anche "il mondo dell'ambientalismo è con noi, per uno sviluppo più sostenibile" precisando che "nella battaglia sulla vicenda dell'Ilva di Taranto dove il governo Monti ancora ha sfregiato l'autonomia e l'indipendenza della magistratura" la sua lista è "al fianco dei magistrati che hanno sollevato il conflitto di attribuzione".

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