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Ingroia: "alle piccinerie della Boccassini abituati da anni"

Botta e risposta tra Antonio Ingroia ed Ilda Boccassini, tra cui si inseriscono Pietro Grasso e la sorella di Giovanni Falcone. "Piccola figura di magistrato" dice la Boccassini, e Ingroia replica: "Alle sue piccinerie siamo abituati da anni".

Quando al centro della competizione politica entrano i battibecchi tra i pubblici ministeri, rappresentanti del terzo potere dello Stato, qualcuno potrebbe cominciare a pensare quanto l'Italia abbia bisogno non tanto di una rivoluzione civile ma di una evoluzione sociale. Nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, come fa notare in un servizio Antonio Nasso di repubblica.it, Antonio Ingroia sembra essere il "convitato di pietra", poiché alcune battute dei magistrati sembrano essere riferite al suo ingresso in politica con Rivoluzione Civile. Antonio Ingroia risponde: "Purtroppo è capitato anche ad altri. Senza volere fare paralleli, certo è che, per ragioni che mi sfuggono, ad altri magistrati, non meno in vista di me a cominciare da Pietro Grasso che anzi al contrario di me ha svolto fino a qualche settimana fa un incarico nazionale, nessuno dice nulla. Lo dicono solo a me che comunque da qualche mese non esercitavo la funzione in Italia ma la svolgevo molto lontano, cioè in Guatemala. La cosa mi sorprende, e l'unica spiegazione che posso dare è che io, al contrario di altri, ho detto sempre quello che pensavo, anche affrontando le critiche e criticando a mia volta anche la magistratura associata e anche gli alti vertici della magistratura. E' anche vero che è già successo anche ad altri, più importanti ed autorevoli magistrati di me, a cominciare da Giovanni Falcone. Forse non è un caso che anche Giovanni Falcone quando iniziò una attività di collaborazione con la politica, le critiche peggiori le ha ricevute dalla magistratura. E' un copione che si ripete". Per queste parole si indigna Ilda Boccassini, detta anche "la rossa" dai suoi detrattori, che replica con una dura frase sul Tg di La7: "Come ha potuto Antonio Ingroia paragonare la sua piccola figura di magistrato a quella di Giovanni Falcone? Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. Si vergogni". Non si fa troppo attendere la replica dell'ex pm Antonio Ingroia, che afferma: "Ho atteso finora una smentita della Boccassini, invano, ma siccome non è arrivata, dico che l'unica a doversi vergognare è lei che, ancora in magistratura, prende parte in modo così indecente e astioso alla competizione politica manipolando le mie dichiarazioni - aggiungendo - Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Alle sue piccinerie siamo abituati da anni". Tra i due litiganti, poi, si inserisce anche Pietro Grasso, l'ex capo della Direzione Nazionale Antimafia ed ora candidato nelle fila del PD, che ad Ingroia ricorda come Giovanni Falcone abbia "fatto cose talmente eclatanti che oggi, paragonarsi a lui, sembra un fuor d'opera - ricordando - Ha subito un attentato, è stato accusato di aver insabbiato le carte dei processi nel rapporto con la politica ed è stato anche accusato di andare nei palazzi della politica, dove effettivamente è riuscito a fare una legislazione che tutti ci invidiano". A rendere ancora più triste questa diatriba, che sembra solamente avere l'effetto di svilire ulteriormente l'idea dell'autonomia tra politica e magistratura, il botta e risposta tra Antonio Ingroia e la sorella di Giovanni Falcone. Maria Falcone afferma infatti che non permette "a nessuno di parlare di Giovanni per autopromuoversi a livello politico", mentre l'ex pm ribatte maliziosamente di non averlo mai fatto al contrario di lei, come "quando si candidò per prendere il seggio al Parlamento europeo e non venne neppure eletta".

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