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ANM a Ingroia e Boccassini: inopportuno richiamo a Falcone Borsellino

Dopo il botta e risposta tra Antonio Ingroia e Ilda Boccassini, evocando le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, interviene l'ANM che trova tali richiami "inopportuni" soprattutto "in campagna elettorale".

Dopo il botta e risposta (a cui molti avrebbero probabilmente fatto volentieri a meno) tra l'ex pm Antonio Ingroia oggi leader di Rivoluzione Civile e Ilda Boccassini , magistrato presso il tribunale di Milano, era interventuo anche il fratello di Paolo Borsellino, presidente dell'associazione antimafia Agende Rosse, che aveva invitanto entrambi "a contare fino a 30 prima di aprire bocca". Salvatore Borsellino auspica quindi che il nome di suo fratello rimanga "fuori da questa campagna elettorale, facendo notare "all'amico Ingroia" che affermare di "non voler dire cosa Borsellino pensava della Boccassini" equivale ad alimentare "una polemica che sarebbe meglio sopire". Sia Salvatore che Lucia Borsellino, la figlia del magistrato ucciso, precisano infatti come Ingroia avrebbe dovuto "evitare di riferire cosa avrebbe detto una persona che è morta" e sperano che "non si ceda più alla tentazione di attribuire" a Paolo Borsellino "pensieri o parole che purtroppo non può più esprimere". A trovare "inopportuni i richiami ai nomi di Falcone e Borsellino", soprattutto "in campagna elettorale" anche Rodolfo Sabelli e Anna Canepa, presidente e vicepresidente dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati). A margine, infatti, di del congresso di Magistratura Democratica (sindacato dei magistrati), i verti dell'ANM affermano che "la memoria di Falcone, Borsellino e di tutti i magistrati caduti deve essere mantenuta viva - sottolineando - Loro sono un esempio per noi".

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