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Il dittatore del Bunga Bunga, Di Pietro: deputati come Ponzio Pilato

Grande successo per "Il dittatore del bunga bunga" al Paladozza di Bologna. Antonio Di Pietro afferma: il Parlamento non è più in grado di decidere secondo libertà perché ci sono persone che o si lasciano comprare o si adattano, come Ponzio Pilato, a stare a guardare".

"Prima questo Parlamento viene sciolto meglio è per la democrazia" afferma dal palco del Paladozza di Bologna Antonio Di Pietro, dove era in programma "Il dittatore del bunga bunga", serata organizzata dall'Italia dei Valori per "ripercorrere le cause del degrado morale ed etico del nostro Paese negli ultimi 15 anni".
"Se tutti quelli che sanno quello che sta succedendo in Parlamento - continua Di Pietro - lo riferissero alla Procura o all'opinione pubblica, il Capo dello Stato potrebbe prendere atto che il Parlamento non è più in grado di decidere secondo libertà e coscienza perché ci sono persone che o si lasciano comprare o si fanno minacciare o si adattano, come Ponzio Pilato, a stare a guardare".
Antonio Di Pietro, naturalmente, si riferisce alla presunta "compravendita" di deputati, cioè che voterebbero in cambio di favori. Anche la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta in merito e il leader dell'Italia dei Valori si sta rendendo disponibile a consegnare tutta la documentazione in suo possesso per permettere ai magistrati di capire se è possibile procedere o meno per il reato di corruzione.
Durante la serata viene proiettato anche un pezzo de "Gli onorevoli" con Totò, film reso celebre anche dal famoso slogan che Antonio La Trippa ripete: "Votantonio, Votantonio, Votantonio, Votantonio!" (sicuramente un parallelismo casuale).
Erano in 7mila al Paladozza per vedere "Il dittatore del bunga bunga" e in molti non sono riusciti ad entrare. Tra gli ospiti il Premio Nobel Dario Fo, il vignettista Vauro e poi Gioacchino Genchi, Sergio Rizzo, Bruno Tinti. Ha partecipato in video il magistrato Antonio Ingroia, anche se il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto ne aveva criticato la presenza.
Ad aprire la serata ci ha pensato Andrea Mingardi che ha esordito con un "Vorrei che per Natale arrivasse un bel regalo. Che si spegnessero Sirio, Rita, Umberto e Silvio" mentre Cornacchione diverte il pubblico con una parodia di Silvio Berlusconi, anche se i grandi applausi vanno a Marco Travaglio che rivela che domani il "Fatto quotidiano" titolerà: "Arrestateli".

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