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Di Pietro: soluzione MPS? Stato garantisca finanziamenti con azioni

Antonio Di Pietro scrive sul suo blog che "gli ispettori di Bankitalia hanno fatto il loro dovere, però qualcuno ha chiuso il loro rapporto in un cassetto e non ha agito di conseguenza" e per questo vuole sapere "chi lo ha fatto e per conto di quale lobby".

"Sono le carte e i rapporti degli ispettori di Bankitalia a confermare che i controlli sulle attività del Monte dei Paschi di Siena hanno evidenziato puzza di bruciato, però, poi, Bankitalia si è turata il naso per fare come se non l'avesse sentita" tuona dal suo blog Antonio Di Pietro, leader dell'IdV che appoggia Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia in questa tornata elettorale. Antonio Di Pietro scrive che "gli ispettori hanno messo nero su bianco, già nel maggio del 2010, che c'erano due operazioni che destavano grandi sospetti - sottolineando - Guarda caso sono proprio quelle da cui, ora, sono partiti gli scandali, Alexandria e Santorini. Dunque, gli ispettori hanno fatto il loro dovere, però qualcuno ha chiuso il loro rapporto in un cassetto e non ha agito di conseguenza". Per questo motivo, il leader dell'Italia dei Valori dice di voler sapere "chi lo ha fatto e per conto di quale lobby", e tuona: "Dicono che Mussari non aveva detto niente a nessuno del suo accordo segreto con la banca giapponese Nomura e che quindi Bankitalia non ne sapeva niente e non poteva intervenire. Le carte stanno lì a dimostrare il contrario. Dicono che mancano le leggi e che Bankitalia non aveva gli strumenti per agire. La verità è opposta: le leggi ci sono e gli strumenti pure, quel che è mancato è solo la volontà di usarli". Antonio Di Pietro afferma quindi come sia "in corso una gigantesca manovra che mira a fare di Mussari il mariuolo di turno, il solo responsabile di quello che, invece, è un intero sistema marcio, come se Mussari fosse piovuto a Siena da un altro pianeta - aggiungendo - Oggi, con spudorata sfrontatezza, stanno cercando di cancellare, in nome di non si sa quale 'interesse superiore' le responsabilità di Bankitalia". Nel corso di una intervista a RaiNews24, Antonio Di Pietro chiarisce quindi come "sia necessario evitare che si diano finanziamenti a vuoto senza le dovute garanzie" perché "a fronte di questi finanziamenti, è chiaro che noi non possiamo lasciare né i risparmiatori con il cerino in mano né i migliaia di lavoratori che lavorano all'interno del terzo istituto bancario italiano". Di Pietro spiega quindi che per lui "garanzia significa: dò i soldi ma mi prendo le azioni, e soprattutto tolgo il controllo alla Fondazione, perché si è dimostrata essere un luogo più di interessi privati che di interessi pubblici", dicendosi concorde sull'idea di una governance da parte dello Stato nella banca. "Ritengo che sia necessario che lo Stato si garantisca con le azioni che si prende con i soldi che versa, e che se nazionalizzazione deve essere data, nel frattempo in via d'urgenza e di emergenza, che si procedi ai sequestri cautelari e conservativi di tutti i beni di quelle persone che a qualsiasi titolo o hanno contribuito a questa disfatta oppure hanno omesso di controllare - conclude Di Pietro - E' necessario ibernare o sul piano oggettivo tutto ciò che può essere corpo di reato o sul piano soggettivo coloro che possono inquinare le prove".

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