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Di Pietro: conflitto attribuzione è ordinaria follia, falsità storica

Antonio Di Pietro non ci può credere che qualcuno sostenga seriamente che "la signorina Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak" affermando che il voto sul conflitto di attribuzione non è solo "ordinaria follia" ma anche una "falsità storica".

"Nessuno può credere davvero che qui ci sia qualcuno in grado di sostenere che la signorina Ruby Rubacuori fosse la nipote di Mubarak" afferma Antonio Di Pietro durante le dichiarazioni di voto sul conflitto di attribuzione, approvato alla Camera con 314 voti a favore e 302 contrari, stando a fonti parlamentari.
"Assistiamo a un'altra giornata di ordinaria follia. Il mondo brucia, l'Italia va a fuoco per i problemi reali. C'è un disastro nucleare in corso che dovrebbe far riflettere su quanto si vorrebbe fare nel nostro Paese. C'è una guerra alla quale stiamo partecipando. Ci sono piazze piene di disperati che chiedono giustizia. Ci sono 4 milioni di italiani che vivono al di sotto della soglia della povertà. C'è il 30% della popolazione giovanile che non ha futuro - continua il leader dell'Italia dei Valori - ma stiamo a stabilire se Ruby Rubacuori è la nipote del presidente Mubarak e se Berlusconi ha fatto quel che ha fatto per salvaguardare i rapporti istituzionali tra Italia ed Egitto". E ancora: "Questa è la falsità storica che i parlamentari italiani hanno votato oggi. Questa è l'accusa di complicità politica, morale ed etica che noi rivolgiamo alla maggioranza, asservita alla volontà di un padrone che garantisce loro un posto e li ricatta per poter ottenere un vantaggio processuale". Antonio Di Pietro ricorda poi come il governo "ha rubato 350 milioni di euro di soldi pubblici per non accorpare il voto dei referendum con quello delle amministrative solo perché ha paura del risultato" sottolineando che il 12 e 13 giugno i cittadini "devono votare SI per abolire il nucleare e incentivare le energie alternative, SI per far rimanere l'acqua pubblica" e rilancia con la richiesta di un "terzo referendum, quello sul legittimo impedimento".
"I cittadini si esprimano su un quesito molto semplice - spiega Di Pietro - volete voi continuare a permettere a queste persone di continuare a governare soltanto per badare agli interessi della cricca e ad assicurare l'impunità alle solite persone o volete che la legge sia davvero uguale per tutti, come stabilisce la Costituzione?". Con questo voto referendario, quindi, i cittadini, secondo il leader dell'IdV, "smentiranno Berlusconi che continua a giustificare la sua poltrona e a sistemare i suoi affari dicendo che è sostenuto dalla maggioranza degli italiani".

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