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Di Pietro: Berlusconi "la testa della piovra politica"

Antonio Di Pietro parla a Montecitorio rivolto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: "Lei non è, come alcuni l'hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra. Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent'anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale".

Il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro parla oggi in Aula a Montecitorio rivolto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dicendo che la fiducia a loro non può chiederla, perché sono stati i "primi a smascherare le sue reali e criminali intenzioni".
Un intervento più volte interrotto dalla maggioranza tanto che il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha un paio di volte richiamato Di Pietro in merito ad alcune affermazioni, che però non hanno impedito al leader dell'IdV di esternare tutto quello che pensa in merito al premier Berlusconi.
"Lei non è, come alcuni l'hanno definito, uno dei tanti tentacoli della piovra. Lei è la testa della piovra politica che in questi ultimi vent'anni si è appropriata delle istituzioni in modo antidemocratico e criminale per piegarle agli interessi personali suoi e dei suoi complici della setta massonica deviata di cui fa parte", afferma Antonio Di Pietro a circa metà del suo discorso.
"Lei si è impossessato e controlla il sistema bancario e finanziario del Paese. Lei controlla le nomine degli organi di controllo che dovrebbero controllare il suo operato. Lei fa il Ministro dello Sviluppo Economico e, come tale, prende decisioni a favore del maggior imprenditore italiano, cioè Lei (e dico maggior imprenditore, non migliore come maggiore e non migliore è l'imprenditoria mafiosa) - continua il leader dell'IdV - A Lei non interessa nulla del bene comune perché si è messo a fare politica solo per sfuggire alla giustizia per i misfatti che ha commesso. Non lo dico solo io. Lo ha detto pure il direttore generale delle sue aziende, Fedele Confalonieri, ammettendo pubblicamente che 'se Berlusconi non fosse entrato in politica noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera' ".

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