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Alfano lancia tesserino. Di Pietro: azioni di repressione e arroganza

Antonio Di Pietro è chiaro su quanto successo in questi giorni in Aula: il governo sta "commettendo azioni di repressione e di arroganza nei confronti sia del Parlamento, sia dei cittadini fuori perché vogliono lo scontro". "Ma la fine degli imperi arriva sempre così" conclude.

"C'è stato un seguito alle vicende legate a La Russa - comincia a spiegare dal suo blog Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori - Si doveva votare sul verbale di quel che è accaduto ieri, e come al solito avevano scritto le cose al contrario di come erano avvenute. La Russa passava per vittima". Votazione che è finita in parità e che quindi ha fatto andare sotto la maggioranza, non ha fatto approvare il verbale e che sembra abbia fatto andare su tutte le furie il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, e visto che non è riuscito a votare "ha buttato addosso il tesserino parlamentare" verso i banchi dell'opposizione, finendo proprio nelle mani di Antonio Di Pietro. Tutto nasce dal fatto che "al momento del voto sul verbale non c'erano in aula sufficienti deputati della maggioranza" e per raggiungere la maggioranza è stato interrotto il Cdm e "tutti i ministri si sono messi a correre per arrivare a Montecitorio" continua Di Pietro. "Ora, c'è chi ha il fisico e chi non ce l'ha. Aspetta un secondo, due secondi, un minuto, cinque minuti...ne arrivava in aula uno ogni tanto - continua il suo racconto il leader dell'IdV - Dopo aver dato abbondantemente tempo, Fini ha chiuso le votazioni e il processo verbale in cui La Russa passava da imputato a vittima non lo abbiamo approvato. Il ministro Alfano, che non era riuscito a votare perché era arrivato fuori tempo massimo, ci ha buttato addosso il tesserino parlamentare". In seguito il Guardiasigilli pare che abbia detto di averlo tirato "solo in aria". Gesto comunque che non è piaciuto alle opposizione perché "vuol dire che sono venute a mancare le regole basilari della democrazia rappresentativa. Vuol dire che non ci sono più regole democratiche. Vuol dire che non ci sono più regole morali" spiega Di Pietro. Antonio Di Pietro sottolinea poi, ricollegandosi ai fatti che hanno scatenato mercoledì la bagarre in Aula dopo le dichiarazioni del Ministro Ignazio La Russa: "Chi si arrabbia con i manifestanti che protestano non si rende conto dell'esasperazione a cui sta portando tutto questo mentre ci sono quattro milioni di poveri, giovani senza futuro, un mondo in guerra, una centrale nucleare che esplode e noi dobbiamo occuparci anche oggi e la settimana prossima di Berlusconi. Non se ne può più - e ancora - In questo momento, esponenti del governo stanno umiliando e offendendo il Parlamento. Mandano a quel paese il presidente della Camera. Buttano le loro schede di voto sui banchi dell'opposizione. Stanno commettendo azioni di repressione e di arroganza nei confronti sia del Parlamento, sia dei cittadini fuori perché vogliono lo scontro".
"Ma la fine degli imperi arriva sempre così: con gesti di violenza e di prepotenza - conclude il leader dell'IdV - Siamo in un momento delicato. Può scoppiare la rivolta sociale anche da noi", annunciando che il prossimo 8 e 9 aprile anche l'Italia dei Valori aderirà alla manifestazione "Notte bianca per la democrazia" in Piazza Navona a Roma.

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