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Antitrust: su incroci stampa-Tv inopportuno il potere a Berlusconi

Il decreto Milleproroghe prevede che sia Silvio Berlusconi a decidere se prorogare o meno il divieto di incroci proprietari tra stampa e tv oltre il 31 marzo 2011, e l'Antitrust ritiene ciò "inopportuno, alla luce della disciplina sul conflitto d'interessi".

Il decreto Milleproroghe prevede che sia il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a decidere se prorogare o meno il divieto di incroci proprietari tra stampa e tv oltre il 31 marzo 2011, e questo l'Antitrust lo ritiene "inopportuno, alla luce della disciplina sul conflitto d'interessi". Per questo motivo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato invia una segnalazione direttamente al premier e ai Presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, "auspicando che la disciplina del divieto di incroci sia sottratta alle competenze dell'attuale Presidente del Consiglio". "Senza una modifica in questa direzione della norma, l'adozione o la mancata adozione dell'atto di proroga, anche senza integrare automaticamente una fattispecie di conflitto di interessi - continua la nota - dovranno essere valutati dall'Antitrust, per verificare l'incidenza specifica e preferenziale sul patrimonio del Presidente del Consiglio e il danno per l'interesse pubblico".
In poche parole l'Antitrust spiega che sarebbe necessario sottrarre al premier Silvio Berlusconi il potere discrezionale di prorograre o meno la norma che stabilisce il divieto di incroci proprietari tra stampa e tv. Attualmente, infatti, dal 1 aprile i soggetti che possiedono più di una rete televisiva potranno acquisire partecipazioni in imprese editrici di quotidiani.
La nota dell'Antitrust si chiude evidenziando come "la disciplina di un settore sensibile come quello editoriale, richiedeva un atteggiamento di precauzione che evitasse l'attribuzione di ogni potere discrezionale in capo al premier", ricordando che già il 20 gennaio scorso l'Autorità aveva "ricordato al Governo che l'estensione della validità temporale del divieto, direttamente disposta dal decreto legge, era stata esplicitamente auspicata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom, ndr) per tutelare il pluralismo dell'informazione".
"La segnalazione dell'Antitrust è gravissima e ci dà il senso della condizione di assoluta anomalia che caratterizza il pluralismo dell'informazione e la stessa demagogia politica in Italia" spiega in una nota il vicepresidente del gruppo alla Camera di Futuro e Libertà, Carmelo Briguglio, sottolineando come "con l'approvazione della legge Milleproroghe, dopo il 31 marzo il presidente del Consiglio può autorizzare Silvio Berlusconi, proprietario di reti tv, ad acquistare anche quotidiani".
Anche Paolo Gentiloni, responsabile Forum Comunicazioni del Partito Democratico, spiega come "la segnalazione dell'Antitrust è ineccepibile" perché "qualsiasi cosa faccia Berlusconi in questa materia configurerebbe conflitto di interessi".

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