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Antitrust: cartello vendite Roche e Novartis. Altroconsumo: valutiamo class action

Dopo la sentenza dell'Antitrust che multa Roche e Novartis "per un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista: Avastin e Lucentis", Altroconsumo annuncia di stare "valutando la possibilità di avviare una class action per ottenere il risarcimento dei malati coinvolti".

L'istruttoria all'Antitrust che si è chiusa oggi con la multa ai danni di Roche e Novartis per 180 milioni di euro "per un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista: Avastin e Lucentis" è stata avviata nel febbraio 2013 dopo le segnalazioni ricevute da Aiudapds, un'associazione di cliniche private, e la SOI-Società Oftalmologica Italiana, e al al procedimento hanno chiesto e ottenuto di partecipare anche la Regione Emilia-Romagna e l'associazione di consumatori Altroconsumo. In una nota, Altroconsumo, nel commentare la sanzione inflitta dall'Agcm, sottolinea che in questa vicenda "c'era e c'è in ballo la salute dei cittadini: - aggiungendo - le due case farmaceutiche si sono macchiate di una grave lesione anche eticamente riprovevole nei confronti di consumatori particolarmente deboli e in stato di necessità" e per questo l'Associazione dei consumatori "aveva chiesto che l'Antitrust tenesse conto anche di questo aspetto nella commisurazione delle sanzioni, chiedendo sanzioni esemplari nei confronti di Roche e Novartis". Sempre nella nota, Altroconsumo spiega che nel corso dell'udienza finale all'Antitrust aveva posto i seguenti quesiti: "Perché l'azienda farmaceutica Roche, che produce Avastin, non ha mai richiesto l'estensione dell'indicazione dell'uso del farmaco alla cura delle maculopatie? - sottolineando - Eppure i dati a supporto non mancherebbero". Poiché, evidenzia Altroconsumo commentando la sentenza dell'Antitrust, "Roche e Novartis hanno commesso una grave violazione della concorrenza, per ostacolare l'uso del farmaco più economico e promuovere quello del più costoso, con un doppio effetto dannoso sui consumatori finali: quello diretto (i prezzi più alti del farmaco per la maculopatia) e quello indiretto in qualità di contribuenti", l'associazione per i consumatori annuncia di stare quindi "valutando la possibilità di avviare una class action per ottenere il risarcimento dei malati coinvolti".

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