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Cancellieri al Senato: mai influenzata da amicizia con Ligresti

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri riferisce al Senato sul caso Ligresti, chiarendo di non aver "mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti". Nonostante questo, la Cancellieri precisa che se la fiducia del Parlamento nei suoi confronti si è incrinata allora non esiterà a "fare un passo indietro"

Il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, interviene al Senato per fornire la sua versione sul caso Ligresti, chiarendo prima di tutto di non aver "mai sollecitato nei confronti di organi competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti" e di non aver "mai indotto altri ad agire in tal senso". La scarcerazione, precisa quindi la Cancellieri "non è avvenuta a seguito o per effetto" di una sua "ingerenza, ma per indipendente decisione della magistratura torinese". "Ogni vita che si spegne in detenzione è una sconfitta per lo Stato e per il sistema carcerario. Io ne sento il peso e per questo ho dedicato parte rilevante mio impegno al problema carcere" ricorda quindi il ministro della Giustizia, che replica a chi nei giorni scorso l'ha accusata di favoritismi nei confronti della famiglia Ligresti. Anna Maria Cancellieri ammette che "non tutti i detenuti hanno possibilità di avere diretto contatto" con il ministro della Giustizia, sottolineando però di sentire in prima persona questa "disparità di condizioni", spiegando di ricevere diverse segnalazioni sia dal carcere che dall'esterno, dal Dap o da familiari, associazioni e singoli parlamentari e di essersene ogni volta fatta "carico personalmente in un colloquio quotidiano con l'amministrazione penitenziaria". La Cancellieri non nasconde di essere "amica di Antonino Ligresti" ribadendo però che "in nessun modo" la sua "carriera è stata influenzata da rapporti personali". Infine, come già anticipato in recenti dichiarazioni, Anna Maria Cancellieri conclude: "Considero la fiducia del Parlamento decisiva per il prosieguo del mio mandato. - aggiungendo - Se capisco che è venuta meno o si è incrinata la stima istituzionale su cui deve fondarsi il mandato ministeriale, non voglio essere d'intralcio e pertanto non esiterò a fare un passo indietro".

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