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Matrimoni gay, Bagnasco: è il nichilismo a sottomettere le menti

Dopo la forzatura portata avanti dai Comuni sulle trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero, si alza finalmente una voce autorevole dalla Chiesa. Il presidente della CEI, Angelo Bagnasco, non si limita a "non giudicare" ma chiarisce: "E' irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell'umano. - ed avverte - Il nichilismo, annunciato più di un secolo fa, si aggira in Occidente, fa clima e sottomette le menti".

Dopo la forzatura portata avanti dai Comuni sulle trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero, si alza finalmente una voce autorevole dalla Chiesa. Nel corso della prolusione in occasione dell'apertura della 67esima Assemblea dei vescovi italiani ad Assisi il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, non si limita a "non giudicare" ma chiarisce: "E' irresponsabile indebolire la famiglia, creando nuove figure - seppure con distinguo pretestuosi che hanno l'unico scopo di confondere la gente e di essere una specie di cavallo di Troia di classica memoria - per scalzare culturalmente e socialmente il nucleo portante della persona e dell'umano". Il presidente della Conferenza Episcopale Italiana ribadisce inoltre che "l'amore non è solo sentimento, è decisione" quindi "i figli non sono oggetti né da produrre né da pretendere o contendere, non sono a servizio dei desideri degli adulti: sono i soggetti più deboli e delicati" e "hanno diritto a un papà e a una mamma". Bagnasco sottolinea quindi l'importanza di far risuonare "la bellezza e l’importanza irrinunciabile del Vangelo del matrimonio e della famiglia, patrimonio e cellula dell’umanità, costituita da un uomo e da una donna nel totale dono di sé; Chiesa domestica, grembo della vita, palestra di umanità e di fede, soggetto portante della vita sociale". Citando Nietzsch, il cardinal Bagnasco avverte: "Il nichilismo, annunciato più di un secolo fa, si aggira in Occidente, fa clima e sottomette le menti". In conclusione, il presidente della CEI sottolinea: "Si parla a volte di ‘familismo’ italiano: se gli eccessi non fanno bene in nessuna cosa, il forte senso della famiglia deve renderci fieri in Italia e all’estero". Rivolgendosi invece ai preti, Angelo Bagnasco evidenzia quanto serva "una solidità umana, culturale, affettiva, spirituale, dottrinale" affinché siano "capaci di predicare il Vangelo anche quando è controcorrente rispetto al pensare comune".

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