le notizie che fanno testo, dal 2010

Bagnasco: abolizione articolo 18 serve solo se crea posti di lavoro

Dopo l'ammonizione di Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, che a Matteo Renzi chiede "basta slogan", interviene sul Jobs Act anche Angelo Bagnasco, che chiarisce: "Qualunque modo di affrontare l'articolo 18, deve mirare a creare posti di lavoro o altrimenti non serve a niente".

L'eventuale abolizione dell'articolo 18 serve solo se crea posti di lavoro "altrimenti non serve a niente". Dopo il monito di Nunzio Galantino, segretario generale della CEI, arriva anche quello di Angelo Bagnasco, che interviene sul Jobs Act in occasione dell’incontro sul tema del lavoro con i rappresentanti dei sindacati confederali del capoluogo ligure. Ieri, Galantino ammoniva il premier: "Basta slogan, Matteo Renzi ridisegni l'agenda politica. - chiarendo - La Chiesa pensa che bisogna guardare con più realismo alle persone che non hanno lavoro e che cercano lavoro. Il dibattito su articolo18 sì, articolo18 no è meno centrale e io vi vedo troppe bandiere che sventolano". Il segretario della Conferenza episcopale italiana quindi chiarisce: "Se la logica fosse modernizzazione uguale minori diritti io direi non ci sto. C'è una differenza d'approccio sostanziale tra un vescovo e i teorici della materia". Oggi è invece Angelo Bagnasco a precisare: "Non ci sono dogmi di fede e non ci sono dogmi di nessun genere per quel che riguarda le prassi sociali. Anche questo nodo (la riforma del lavoro, ndr) deve essere affrontato con una sola intenzione, un solo obiettivo: bisogna valutare questa questione in chiave propositiva perché qualunque decisione, qualunque modo di affrontare l’articolo 18, deve mirare a creare posti di lavoro o altrimenti non serve a niente. Vincerà un’idea ma non vincerà il bene di tutti".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: