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Unioni civili, Alfano: in maxiemendamento no equiparazione matrimonio e si vota

Se Matteo Renzi vuole portare a casa il 25 febbraio una legge sulle unioni civili il maxiemendamento al ddl Cirinnà non dovrà contenere riferimenti non solo alla stepchild adoption ma anche all'equiparazione tra unioni civili e matrimoni e all'obbligo di fedeltà per i conviventi. E' quanto ribadisce Angelino Alfano.

Se Matteo Renzi vuole portare a casa domani, 25 febbraio, una legge sulle unioni civili il maxiemendamento al ddl Cirinnà non dovrà contenere riferimenti non solo alla stepchild adoption che "apre la strada all'utero in affitto" ma anche all'equiparazione tra unioni civili e matrimoni e all'obbligo di fedeltà per i conviventi. E' quanto ribadisce Angelino Alfano, ministro dell'Interno e leader del Nuovo centrodestra, dagli studi di #Corriere live, che chiarisce: "Io spero che chi di dovere stia lavorando a un maxi emendamento che non tolga diritti alla coppia ma che ci siano confini precisi tra unioni e matrimoni". Solo così "la partita si potrà chiudere domani" precisa Alfano, aggiungendo: "Per essere pratici, Renzi, a dispetto di chi lo accusa di aver ceduto troppo a noi, ha portato a casa una battaglia che era del suo governo. Avere arginato il rischio delle adozioni e cristallizzato la legge in una separazione tra unioni civili e matrimoni mette il punto ed evita ulteriori derive in futuro". Angelino Alfano infatti spiega: "Chi vuole sposarsi assume una serie di diritti e doveri, chi non vuole sposarsi e vuole fare un altro negozio giuridico, può attivare una forma di diritti e doveri reciproci che nascono fuori dal matrimonio. Abbiamo lavorato - sottolinea - per affermare che le coppie gay non sono agganciate all'articolo costituzionale, il 29, che parla della famiglia, ma che sono agganciate ad un altro articolo, quello delle formazioni sociali".

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