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MoVimento 5 Stelle capigruppo: no governo dei partiti. Tecnico? Forse

I capigruppo a Camera e Senato M5S, Vito Crimi e Roberta Lombardi, confermano che non voteranno la fiducia ad un governo dei partiti, mentre non chiudono la porta ad un nuovo governo tecnico.

I capigruppo del MoVimento 5 Stelle appena eletti dopo la riunione svoltasi a Roma, confermano la linea già tracciata da Beppe Grillo, e cioè il perseguimento della fine dei partiti, a meno che non ci sia un "governo a 5 Stelle" come precisa Vito Crimi. Vito Crimi è stato eletto dal M5S come capogruppo al Senato, mentre Roberta Lombardi sarà capogruppo alla Camera, ma non per tutta la legislatura. La "democrazia" del MoVimento 5 Stelle, infatti, vuole una rotazione (un po' come succedeva all'asilo, quando si assegnavano dei ruoli) dei capigruppo ogni 3 mesi. Ma una cosa i capogruppo Vito Crimi e Roberta Lombardi possono già dichiarare, e cioè che "non voteranno nessuna fiducia ad un governo dei partiti". Ai partiti (oltre che a loro stessi) i "grillini" sembrano infatti preferire un governo tecnico, stile Monti bis. Una posizione, quella del MoVimento 5 Stelle, che pare auspicare anche Mario Monti, che afferma: "Io sono d'accordo con il presidente della Repubblica quando sostiene che occorre garantire la stabilità e la governabilità".

La prospettiva di un nuovo governo tecnico comincia però a far accapponare la pelle a molti. Quanto ancora, si comincia infatti già a chiedere qualcuno, l'Italia deve rimanere senza un governo frutto della volontà popolare, solo per assecondare quelle che sembrano le mire di potere di questo o quell'altro partito? Con un governo tecnico, infatti, il Paese rimarrà nuovamente bloccato a colpi di decreti, soprattutto se tra le "priorità" ci saranno leggi che non rilanceranno l'economia. "Mentre ci sono milioni di disoccupati e otto milioni di italiani che rischiano di candidarsi alla povertà, le imprese soffrono, la sinistra immagina di governare il Paese con il falso in bilancio, con la modifica dell'anticorruzione e dando da mangiare agli italiani conflitto di interesse. Questo significa che la sinistra è sempre la stessa" tuona infatti Angelino Alfano, dimenticandosi forse di aggiungere che con un governo tecnico appoggiato magari dal MoVimento 5 Stelle tra i primi punti potrebbe figurare anche, per esempio, una "importantissima" legge di "divieto per i parlamentari di esercitare un'altra professione durante il mandato" (come da Programma M5S), mentre nel frattempo la crisi rischierà di far affossare definitivamente l'Italia.

Alfano invita quindi il PD "a non mandare a sbattere l'Italia contro un muro" ostinandosi a cercare un appoggio dal M5S, e quindi a non anteporre "interessi di parte a quelli del Paese". In molti, infatti, probabilmente preferirebbero un governissimo PD-PDL (formazioni che rappresentano i due terzi degli italiani), piuttosto che un governo tecnico. Alfano infatti promette che con il PDL al governo i primi provvedimenti saranno "i disegni di legge per l'abolizione dell'IMU sulla prima casa e del redditometro e quello sull'abbattimento delle tasse per cinque anni a favore delle imprese che assumono disoccupati". Poi si potrà parlare di tutto il resto. Infine, Alfano avverte: se il Partito Democratico preferirà sbattere contro il muro, l'unica soluzione saranno nuove elezioni e a quel punto "la corsa sarà tra PDL e grillini e non più tra PD e PDL - precisando - Sarà questo lo schema se Bersani continuerà a non parlare ai cittadini ma solo di vendette di palazzo".

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