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Alfano: è emergenza democratica. Dopo Napolitano PDL valuta Aventino

I vertici del PDL si sono riuniti davanti il Tribunale di Milano in segno di protesta per quella che Angelino Alfano chiama "emergenza democratica". Dopo il colloquio con Giorgio Napolitano, il PDL valuterà se attuare il proprio Aventino.

Dopo la visita fiscale a Silvio Berlusconi a seguito della richiesta di legittimo impedimento per l'udienza del processo Ruby, e soprattutto dopo la notizia che la Procura di Napoli ha chiesto il giudizio immediato per l'ex premier, accusato di corruzione per una presunta "compravendita" di deputati, i vertici del PDL si sono presentati davanti il Tribunale di Milano in segno di protesta. Nel corso della riunione degli eletti del PDL a Milano, Angelino Alfano sottolineava che "alcuni magistrati vogliono riscrivere per via giudiziaria 20 anni di storia italiana. - aggiungendo - Si illude chi pensa di salvarsi da solo da questa ignominia. Volevano eliminarci, non ce l'hanno fatta con le elezioni e ora vogliono eliminare il nostro leader per via giudiziaria. A gennaio tutti pronosticavano fine politica del presidente Berlusconi. Ora l'accelerazione giudiziaria vuole portare a termine la cosa". Davanti al Palazzo di Giustizia a Milano, Angelino Alfano spiega di ritenere "scandalosi" tre fatti, e cioè il mancato riconoscimento del legittimo impedimento per Ghedini e Longo impegnati nella riunione dei gruppi parlamentari, la visita fiscale per Berlusconi e la richiesta di giudizio immediato da parte della Procura di Napoli per l'ex premier, nonostante questi avesse dato la "propria disponibilità a presentarsi dal 15 marzo in poi in qualsiasi momento". Angelino Alfano annuncia quindi che il Popolo della libertà sta "valutando" la possibilità di "non partecipare alle prime sedute del Parlamento perché quello che sta accadendo è contro i principi della democrazia e delle Istituzioni repubblicane che il PDL ha sempre rispettato". L'Aventino del PDL probabilmente verrà deciso dopo il colloquio tra Alfano ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che avverrà domani, martedì 12 marzo. Alfano spiega: "Noi abbiamo un interlocutore di cui ci fidiamo, è il Presidente della Repubblica e del CSM. A Napolitano affidiamo la nostra preoccupazione per questa emergenza democratica - concludendo - Abbiamo grande rispetto per il presidente della Repubblica e siamo dispiaciuti perché non volevamo esser qui, poi la situazione si è aggravata viste le notizie di stamani". Dopo aver lasciato il Tribunale di MIlano, il segretario del PDL si è recato al San Raffaele per far visita a Silvio Berlusconi.

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