le notizie che fanno testo, dal 2010

Alfano: codice identificativo? Non a poliziotti ma a manifestanti

Angelino Alfano, ministro dell'Interno, si dice "contrario" al numero identificativo sulla divisa dei poliziotti, aggiungendo che invece dovrebbero essere invece "i manifestanti ad andare in piazza con il numero identificativo".

"E' inaccettabile che il centro storico di Roma sia sottoposto a rischio di saccheggio ogni due o tre mesi, non vorremmo che ci costringessero a vietare in queste manifestazioni l'accesso al centro storico" afferma il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa nella sede del Nuovo centrodestra, commentando gli episodi avvenuti durante i cortei per la casa. Alfano sottolineerebbe quindi che "i cittadini di Roma non ne possono più di subire cariche e tentativi di saccheggio, - aggiungendo - E' inaccettabile: queste azioni sono stati evitati grazie alla nostra Polizia di Stato". Polizia che è stata al centro di numerose polemiche in questi giorni a causa di due video, diffusi su internet, che mostrerebbero aggressioni da parte di agenti nei confronti di manifestanti già a terra. Per Angelino Alfano "la polizia è un corpo sano" che difende le città italiane "dai saccheggiatori" ed è quindi "inaccettabile che finisca sotto accusa". Diversi esponenti politici, in questi giorni, chiedono però l'istituzione del numero identificativo sulla divisa degli agenti, ma Alfano si dice "contrario", aggiungendo che dovrebbero essere invece "i manifestanti ad andare in piazza con il numero identificativo". A presentare in Parlamento un disegno di legge che propone di istituire il codice identificativo sui caschi e sulle divise delle forze dell’ordine è stato Luigi Manconi, ddl firmato ieri anche dalla collega del PD Maria Spilabotte, che in una nota spiega: "Sarebbe uno strumento efficace a tutela dei cittadini e della loro libertà di partecipazione e mobilitazione, ma anche per tutelare i molti agenti delle forze dell'ordine che in quelle piazze si comportano degnamente e con spirito e senso del dovere". Spilabotte sottolinea infatti: "Introdurre il codice identificativo per attribuire responsabilità, contribuendo a distinguere gli operatori che svolgono il proprio lavoro con perizia da quelli che invece incorrono in abusi e illegalità, è un ulteriore passo di civiltà, che tutela i cittadini e le forze dell’ordine sane e responsabili, infatti è un provvedimento già in vigore in molti stati d'Europa".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: