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Alfano: barattiamo conflitto d'interessi con legge elettorale

Angelino Alfano insiste sulla necessità di una riforma elettorale che includa il semipresidenzialismo alla francese , con elezione diretta del Capo dello Stato, tanto da "barattarla" con una legge sul conflitto di interessi.

Il Pdl sembra voler giocare tutte le sue carte pur di trovare un accordo con gli altri partiti riguardo la proposta di riforma elettorale presentata nei giorni scorsi dallo stesso Silvio Berlusconi , che vorrebbe un semipresidenzialismo alla francese con l'elezione diretta del Presidente della Repubblica.
Il Popolo della libertà ci tiene così tanto che arriva persino a "barattare" la riforma elettorale con una legge sul conflitto di interessi, come rivela Angelino Alfano, ospite di Porta a Porta.
"Se ci sarà l'ok all'elezione diretta del presidente della Repubblica, il Pdl è disponibile a trovare una legge sul conflitto di interessi" promette Alfano, sottolineando come, visto che al governo ci sono i tecnici guidati da Monti che pensano a riformare tutto il resto, "le condizioni di oggi non capiteranno mai più".
Alfano ammette che "la legislatura è in via di completamento ma - assicura - ci sono i tempi per fare le riforme", specificando che se ciò "non sarà possibile" il Pdl lavorerà comunque "per cambiare la legge elettorale", e questo senza ostacolare il lavoro del governo Monti.
Alle politiche del 2013, però, il Popolo della libertà avrà come "unico tema il venire fuori dalla crisi", anticipa sempre Angelino Alfano, spiegando che "il tema delle riforme non sarà oggetto della campagna elettorale" e facendo notare che il il Pdl non ha parlato di questa idea del semipresidenzialismo "nel corso della campagna per le amministrative proprio per evitare che il tema diventasse oggetto di una contesa".
Angelino Alfano non appare comunque troppo preoccupato della perdita di consensi del Pdl, causata soprattutto dal fatto che sostiene "un governo che in base ai nostri sondaggi non è gradito ai nostri elettori", e si dice convinto che "alla lunga ci sarà un riavvicinamento" dell'elettorato finora perso per strada perché, conclude il segretario politico del Popolo della libertà, "crediamo che la nostra ricetta per uscire dalla crisi sia meglio di quella del centrosinistra".
Il problema è però saper intuire il gusto degli elettori, che in questi anni ha ingoiato già parecchi rospi.

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