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Alfano: Pdl guarda a Ppe e a moderati. Ma "accantonare" Berlusconi mai

Angelino Alfano da Saint Vincent chiarisce che se la "conditio sine qua non" per arrivare ad una intesa con i moderati è quella di "accantonare" Berlusconi, allora non se ne farà niente.

Angelino Alfano non poteva essere più chiaro. Intervenendo alla kermesse "Verso un nuovo Pdl" organizzata dal ministro Gianfranco Rotondi a Saint Vincent, il segretario del Pdl non solo si dice ottimista di "arrivare al 2013 e vincere le prossime elezioni" ma lascia intendere che Silvio Berlusconi non verrà certo messo da parte per raggiungere tale obiettivo. Alfano afferma infatti di guardare sempre con maggiore attenzione ad un "grande partito popolare europeo, sezione italiana", spiegando che "vi è una grande attenzione sulla possibilità che il fronte dei moderati italiani si riunisca sotto il vessillo del Ppe". Ma assicura che questo "percorso di aggregazione delle forze moderate" non cederà a "condizioni-capestro". Pur tendendo la mano all'Udc, sperando che anche con loro si possa arrivare "ad un accordo chiaro riunificando le forze moderate sui valori", infatti avverte: "A tutti coloro che mi dicono di fare un passo ulteriore nei confronti dell'Udc io rispondo che la condizione che ci viene posta, e cioè se 'accantonate Berlusconi e noi siamo pronti', è una condizione che ritengo impraticabile e ingiusta". Angelino Alfano sottolinea inoltre che "il bipolarismo è una conquista di Berlusconi e chi vince governa, chi perde va all'opposizione" e per questo motivo "ogni cosa che non va in questa direzione è un trucco a cui noi diremo sempre di no". Parlando di una riforma della legge elettorale, per superare la "porcata" del porcellum, Alfano spiega quindi che occorre "restituire ai cittadini il diritto di scelta dei parlamentari unendolo a quello di scelta del premier perché se togliamo ai cittadini il diritto di scegliere il premier nel momento in cui gli diamo quello di scelta dei parlamentari li truffiamo". Insomma, il messaggio dell'ex Guardiasigilli sembra essere limpido, e cioè che nessun accordo politico sarà possibile se la "conditio sine qua non" rimarrà la richiesta di "accantonare" Berlusconi, che non sembra d'altronde avere nessuna intenzione di lasciare la poltrona nonostante le numerose richieste da parte dell'opposizione e del Terzo Polo. Ma al segretario del Pdl replica poco dopo il segretario Udc Lorenzo Cesa, evidenziando che "con tutto il rispetto per Alfano, una buona politica impone prima di tutto serietà -spiegando - non esiste l'ipotesi di una collaborazione credibile tra chi oggi legittimamente sostiene questo governo e chi invece, come noi, lo ritiene fallimentare". In realtà a chiudere il questo discorso sembra essere proprio una breve affermazione di Umberto Bossi, che domanda: "Il Pdl senza Berlusconi dove va - aggiungendo subito dopo un po' sarcasticamente - Chi piglia poi i voti, Scajola?".

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