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Alfano: Berlusconi non è estremista, ma per Forza Italia servono primarie

L'8 novembre uscirà l'ultimo libro di Bruno Vespa dal titolo "Sale, zucchero e caffè. L'Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza repubblica", nel quale Silvio Berlusconi afferma che "in caso di elezioni" sentirebbe "il dovere di impegnarmi direttamente" mentre Angelino Alfano sottolinea che il leader del centrodestra "dovrà essere scelto attraverso primarie il più aperte possibile".

"In caso di elezioni, sentirei il dovere di impegnarmi direttamente" afferma Silvio Berlusconi nell'intervista contenuta nell'ultimo libro di Bruno Vespa, a pochi giorni dal rilancio di Forza Italia, che ha azzerato tutte le cariche del PDL compresa quella di segretario politico detenuta da Angelino Alfano. Nello stesso libro, Alfano precisa però che "il punto di separazione non è stato e non è il nome del nuovo partito, Forza Italia, che richiama anni bellissimi, e neanche i ruoli personali, a cominciare dalla segreteria del partito. Le questioni sono sempre state tre, e cioè la linea del partito, la stabilità del governo e il futuro, ovvero la modalità attraverso cui si individua il futuro gruppo dirigente a cominciare dai prossimi candidati per tutte le competizioni". Nel libro "Sale, zucchero e caffè. L'Italia che ho vissuto da nonna Aida alla Terza repubblica", in uscita da Rai Eri Mondadori venerdì 8 novembre, Alfano prosegue auspicando quindi che Forza Italia non cada in mano a "forze estremiste", precisando: "Silvio Berlusconi non lo è, ma c'è il rischio che nella gestione pratica e quotidiana della comunicazione si prenda quella deriva". Ecco quindi perché, per Alfano, il prossimo candidato premier del centrodestra dovrà essere eletto attraverso elezioni primarie il più aperte possibile. "La mia idea non è cambiata rispetto alla fine del 2012 quando lanciammo le primarie (Beatrice Lorenzin era coordinatrice dei miei comitati). Io stesso, poi, le bloccai quando Berlusconi decise di ripresentarsi, e Giorgia Meloni ancora me lo rimprovera. - conclude Alfano - Alle prossime elezioni, il nostro candidato dovrà essere scelto attraverso primarie il più aperte possibile, alle quali partecipi il più alto numero di simpatizzanti. Chi prende più consensi diventa il candidato". Non dello stesso avviso appare Raffaele Fitto che, intervenendo sempre nel libro di Bruno Vespa, chiarisce: "Io ragiono sul dopo Berlusconi il giorno in cui Berlusconi autorizzerà il 'dopo'. Ricordiamo che lui ha fatto la campagna elettorale del 2013 dicendo che il candidato a Palazzo Chigi sarebbe stato Alfano". Per l'ex presidente della Regione Puglia quindi "sarà ancora una volta Berlusconi a decidere che cosa si farà".

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