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G20, Putin a Merkel: nuove sanzioni? Germania rischia 300mila posti di lavoro

Durante il vertice dei G20 in Australia, in programma il 15 e 16 novembre 2014, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato che l'Unione europea starebbe pensando di applicare nuove sanzioni contro la Russia. In una intervista alla tv tedesca "Channel ARD" Vladimir Putin però avverte che così si mettono a rischio "circa 300.000 posti di lavoro" in Germania, mantenuti grazie alle relazioni commerciali con la Russia.

Durante il vertice dei G20 in Australia, in programma il 15 e 16 novembre 2014, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha annunciato che l'Unione europea starebbe pensando di applicare nuove sanzioni contro altre persone di nazionalità russa poiché la situazione in Ucraina non è ancora a livelli "accettabili". Ad anticipare che durante la riunione dei membri dell'UE che si terrà lunedì 17 si sarebbe parlato proprio di un inasprimento delle sanzioni nei confronti della Russia era stata, quattro giorni fa, l'Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini. In una intervista alla tv tedesca "Channel ARD", che verrà trasmessa domenica 16 novembre, Vladimir Putin ribadisce però che le sanzioni, oltre a ledere i principi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, sono "dannose sia per la Russia che per l'economia globale, andando a toccare in primo luogo i rapporti tra la Russia e l'Europa". Nel corso della stessa intervista, Putin inoltre riflette: "Se le nostre banche sono in parte tagliate fuori dai finanziamenti internazionali, riceveranno meno risorse. Ciò significa che i nostri soggetti economici potranno acquistare meno beni dalla Germania. - facendo notare - La collaborazione tra Germania e Russia crea migliaia di posti di lavoro in Germania". Putin quindi sottolinea: "Diversi analisti ritengono che circa 300.000 posti di lavoro sono mantenuti proprio grazie alle nostre relazioni commerciali ed economiche, attraverso le grandi quantità di ordinativi russi e attraverso joint venture". Il presidente russo quindi conclude, avvertendo: "Se le risorse delle nostre istituzioni finanziarie continueranno ad essere tagliate fuori, non si potranno estendere i prestiti alle imprese russe che lavorano con i partner tedeschi. E prima o poi (il danno delle sanzioni, ndr) comincerà ad incidere in Germaina tanto quanto in Russia".

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