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Francia e Grecia contro l'austerity. La preoccupazione della Merkel

Parigi ed Atene hanno deciso di cambiare. Sarkozy viene battuto da Hollande mentre in Grecia c'è l'ascesa dei partiti che promettono di lottare per la sospensione del debito. La Merkel però precisa: non si torna indietro dal fiscal compact.

La Francia, ma soprattutto la Grecia, scelgono di dire basta all'austerità promossa, in particolar modo, da Angela Merkel, alla quale sembra rimanere come fedele alleato proprio Mario Monti, premier comunque "anomalo" perché nominato e non eletto dagli italiani.
Se Parigi ha scelto Francois Hollande come settimo presidente della Quinta Repubblica francese, del Partito Socialista francese, ad Atene i greci sono stati più "tranchant", visto che le due formazioni pro Europa, Nea Dimokratia (dal 33,5% al 19,1%) e i socialisti del Pasok (che passa dal 44% al 13,3%), non riescono insieme a raggiungere la maggioranza in Parlamento nonostante ci fosse l'aiuto del premio di maggioranza di 50 seggi.
Grande successo per il partito popolare Neo Dimokratia che conquista il 18,92% dei voti, anche se la vera sorpresa (almeno per gli europeisti) è l'ascesa della sinistra radicale di Syriza, che passa dal 4,6% al 16,75%. Come avvenuto anche in Francia con Marine Le Pen del Fronte Nazionale, prende però purtroppo piede, come sempre nei periodi di forte crisi, l'estrema destra, in questo caso dei neonazisti di Alba d'oro che raggiungono ben il 6,97% dei voti.
Come Angela Merkel vede con preoccupazione i futuri rapporti con Hollande, precisando immediatamente che "non c'è possibilità di rinegoziare il fiscal compat", la Commissione europea "spera e si aspetta che il futuro governo greco rispetterà gli impegni presi dalla Grecia".
I greci hanno infatti punito quei partiti "accondiscendenti" con le politiche (o meglio con le richieste di tagli e di riforme) della BCE e dell'FMI, premiando un partito come la Syriza che ha promesso di lottare, per esempio, per la sospensione del pagamento del debito.
E' stato Antonis Samaras della Nea Dimokratia a ricevere formalmente dal presidente della Repubblica greca Karolos Papoulias l'incarico di formare il nuovo esecutivo, e ha già annunciato l'intenzione non solo di creare "un governo di salvezza nazionale" ma anche di apportare modifiche al Memorandum firmato con i creditori internazionali, anche perché questa volta, in Parlamento, le voci d'opposizione si sono fatte molto più grosse.
La promessa di Hollande, invece, è che "ogni generazione viva meglio della precedente", e viene atteso "a braccia aperte" dalla cancelliera Angela Merkel.

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