le notizie che fanno testo, dal 2010

Juventus, Agnelli deferito per incontri con boss mafiosi: "Inaccettabile"

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è stato deferito dalla Procura federale per presunti incontri con boss mafiosi nell'ambito delle tifoserie. "Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all'epoca dei fatti non era noto", precisa Agnelli.

Andrea Agnelli, presidente della Juventus, è stato deferito dalla Procura federale nel quadro di un'indagine su alcuni personaggi legati al mondo della criminalità.

"E' inaccettabile. Non ho mai incontrato boss mafiosi. Non mi dimetto e ci difenderemo", replica a stretto giro Andrea Agnelli. In conferenza stampa spiega: "Nei mesi scorsi i dipendenti della Juventus, che godono della mia massima fiducia, hanno collaborato con la Procura della Repubblica di Torino in veste di testimoni, nel quadro di un'indagine riguardante alcuni personaggi legati al mondo della criminalità organizzata. Questa veste di testimoni è stata sottoposta ad un controllo invasivo e meticoloso, anche con l'uso di intercettazioni ambientali e telefoniche, e non è mai mutata. Erano testimoni e sono rimasti testimoni fino alla chiusura delle indagini penali. Oggi la Procura Federale, anziché limitarsi a contestare eventuali irregolarità nella vendita dei biglietti, emette un deferimento nel quale il mio nome e quello dei nostri dipendenti rivestirebbe un ruolo di 'collaborazione' con la criminalità organizzata".

"Tutto ciò è inaccettabile e frutto di una lettura parziale e preconcetta nei confronti della Juventus e non rispondente a logiche di giustizia. - afferma quindi Agnelli - Mi difenderò e difenderò il buon nome della Juventus che per troppe volte è già stato infangato o sottoposto a curiosi procedimenti sperimentali da parte della giustizia sportiva".

Andrea Agnelli quindi precisa: "Non ho mai incontrato boss mafiosi. - specificando - A cadenze regolari come è noto ho incontrato tutte le categorie di tifosi, siano essi Club Doc, Member o gruppi ultras. E' sempre stata un'attività fatta alla luce del sole e che penso rientri a pieno titolo nei doveri di un presidente di una società calcistica. Se alcuni di questi personaggi hanno oggi assunto una veste diversa agli occhi della giustizia penale, questo è un aspetto che all'epoca dei fatti non era noto, né a me, né a nessuno dei dipendenti della Juventus".

Agnelli quindi conclude, rivolto ai giornalisti presenti: "E all'argomento che qualcuno di voi potrebbe opporre, che gli ultras o i loro capi non sono stinchi di santo, io vi dico che condivido ma rispetto le leggi dello stato e queste persone erano libere e non avevano alcuna restrizione a frequentare lo stadio e le partite di calcio. La Juventus, così come ogni altra società calcistica, collabora con lo Stato ed è stata negli anni scorsi indicata come esempio virtuoso, ma non può certamente sostituirsi alle forze dell'ordine".

© riproduzione riservata | online: | update: 18/03/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Juventus, Agnelli deferito per incontri con boss mafiosi: "Inaccettabile"
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI