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Breivik, inizia il processo. Per 5 giorni sul banco dei testimoni

Iniziato il processo contro Anders Behring Breivik, l'autore delle stragi si Oslo e Utoya, che si dichiara "non colpevole". Da martedì per 5 giorni salirà sul banco dei testimoni, dove spiegherà le sue "ragioni".

E' iniziata la prima udienza del processo contro Anders Behring Breivik, l'uomo che il 22 luglio scorso ha perpetrato le stragi ad Oslo, dove aveva piazzato una bomba esplosa nei pressi dell'ufficio del premier Jens Stoltenberg (assente) e che ha causato 8 vittime, e all'isola di Utoya, dove per circa un'ora ha sparato con una freddezza impressionante contro i ragazzi riuniti nel campo giovanile del partito laburista, uccidendone ben 69.
Ma ai familiari delle 77 vittime presenti in Aula Breivik, una volta che gli agenti gli hanno tolto le manette, ha rivolto solo un braccio teso e il pugno serrato, che come spiega nel suo delirante manifesto "A European Declaration of Independence - 2083" (http://is.gd/pMK2dc) rappresenterebbe "la forza, l'onore e la sfida ai tiranni marxisti d'Europa".
Una prima perizia psichiatrica aveva stabilito che Breivik era uno "schizofrenico paranoide", mentre una seconda, resa nota solo pochi giorni fa, stabilisce come l'autore delle due stragi di Oslo e Utoya sarebbe capace di intendere e di volere. Ciò che sembra temere maggiormente Anders Behring Breivik è proprio una condanna a vita dentro un manicomio criminale, poiché continua a sostenere di aver fatto, addirittura, un gesto eroico, meditato e di cui non si sarebbe minimamente pentito.
Nel corso del processo, che si prevede durerà circa 10 settimane, la Corte dovrà stabilire quindi come giudicare Breivik, se sano di mente (nel senso scientifico del termine) o come uno psicopatico. Prima della fine del dibattimento, comunque, verrà disposta una ulteriore perizia che inciderà probabilmente in maniera definitiva sui giudici.
Breivik specifica però nel corso di questa prima udienza di non riconoscere "l'autorità del tribunale norvegese" perché il loro mandato sarebbe stato ricevuto "da partiti politici che sostengono il multiculturalismo".
Per tutto il tempo del processo Anders Behring Breivik è rimasto impassibile, anche quando è stato mostrato un video inedito dell'attentato di Oslo, che mostra l'esplosione di un furgone bianco imbottito di esplosivo che salta in aria mentre lì vicino passeggiano ignari passanti. Sia i parenti delle vittime che i giornalisti sono saltati letteralmente sulla sedia al momento della deflagrazione, ma non così Breivik, che è rimasto freddo e indifferente alle immagini.
Breivik ha avuto invece un plateale momento di commozione quando sono stati mostrati 12 minuti di propaganda girati e diffusi su internet dallo stesso imputato.
D'altronde, ciò che vuole principalmente Breivik è attenzione mediatica, per propagandare al mondo la sua ideologia. E da martedì avrà quindi quello che l'autore delle stragi di Oslo e Utoya probabilmente considererà come un personale momento di gloria, visto che per 5 giorni salirà sul banco dei testimoni dove spiegherà i motivi per cui uccise 77 persone, ferendone in maniera grave altre 42.
Il suo avvocato ha già annunciato che Breivik "deplorerà di non aver fatto di più" e quindi esprimerà rammarico per non aver ucciso più persone. D'altronde, l'uomo all'inizio dell'udienza ha dichiarato: "Riconosco i fatti ma non mi riconosco colpevole".
L'accusa ha invece già precisato che la presunta rete dei "Cavalieri templari" a cui Anders Behring Breivik dice di appartenere "semplicemente non esiste".

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