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Breivik fuori dal carcere nel 2033. Ma se si ravvederà

Anders Behring Breivik, "il mostro di Utoya", che nel luglio 2011 fece una strage di ragazzi innocenti ha avuto dal tribunale di Oslo il massimo della pena: 21 anni. Ma prorogabili, se sarà ancora pericoloso.

Anders Behring Breivik stamane si è presentato vestito di tutto punto in tribunale per ascoltare il verdetto. Vestito con un completo nero, camicia bianca e cravatta grigia, ha salutato di ottimo umore l'aula con il braccio teso ed il pugno chiuso (sarebbe un saluto di estrema destra) e si è messo a chiacchierare con i suoi avvocati. Per chi vedesse in Anders Behring Breivik una persona "normale" (c'è tantissima gente che lo cerca addirittura su Facebook), si ricorda che non è altri che "il mostro di Utoya", un uomo che nel luglio del 2011 uccise 77 persone, la maggior marte dei quali ragazzi (anche di 14 anni) e ne ferì 240. Oggi, in un'aula dal silenzio irreale il 33enne Breivik è stato riconosciuto, con le parole del giudice Arne Lyng "sano di mente" ed è stato quindi condannato al massimo della pena che la legge norvegese ammette: 21 anni di carcere prorogabili se Breivik, nel 2033 non si sarà ravveduto e sarà ancora pericoloso. Il tribunale di Oslo ha raggiunto all'unanimità il verdetto, non prendendo in considerazione la tesi del PM che voleva che Breivik fosse considerato uno "schizofrenico paranoide" e quindi, come prevede la legge in questi casi, incarcerato a vita. I familiari della vittime e i sopravvissuti hanno accolto con un sospiro di sollievo la fine di un incubo, e si ritengono soddisfatti dalla decisione del tribunale.

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